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San Francesco di Sales Patrono dei Giornalisti

DIOCESI DI TRIESTE

SAN FRANCESCO DI SALES

+ Giampaolo Crepaldi

Cappella del Vescovado, 25 gennaio

 

Cari amici giornalisti e operatori della comunicazione,

1.         Sono lieto di accogliervi nella Cappella del Vescovado per questo atto e momento di devozione verso il vostro patrono San Francesco di Sales. Spirito nobile e acuto, dotto umanista, San Francesco di Sales fu un grande direttore spirituale (restano circa 2.000 lettere), aprì le vie dell’ascetica ai laici (La Filotea) e indicò l’essenza della vita spirituale nell’amore di Dio (Teotimo). Eccellente controversista, intuì l’importanza della stampa. Con Giovanna Francesca di Chantal fondò l’ordine della Visitazione. Francesco di Sales è patrono dei giornalisti e degli scrittori cattolici, e dottore della Chiesa. Dalla figura di questo Santo emana un’impressione di rara pienezza, dimostrata nella serenità della sua ricerca intellettuale, ma anche nella ricchezza dei suoi affetti, nella “dolcezza” dei suoi insegnamenti che hanno avuto un grande influsso sulla coscienza cristiana. Della parola “umanità” egli ha incarnato diverse accezioni che, oggi come ieri, questo termine può assumere: cultura e cortesia, libertà e tenerezza, nobiltà e solidarietà.

2.         Cari amici, per questa 51ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, il Santo Padre Francesco ci ha fatto dono di un denso messaggio che affronta il seguente tema: “Non temere, perché io sono con te” (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo. Il messaggio si apre con un invito preciso di papa Francesco: “Vorrei che questo messaggio potesse raggiungere e incoraggiare tutti coloro che, sia nell’ambito professionale sia nelle relazioni personali, ogni giorno “macinano” tante informazioni per offrire un pane fragrante e buono a coloro che si alimentano dei frutti della loro comunicazione. Vorrei esortare tutti ad una comunicazione costruttiva che, nel rifiutare i pregiudizi verso l’altro, favorisca una cultura dell’incontro, grazie alla quale si possa imparare a guardare la realtà con consapevole fiducia”.

3.         Cari amici, il Santo Padre ci sollecita soprattutto a realizzare una inversione nella comunicazione delle notizie: ci chiede cioè di passare dal coltivare meno le notizie cattive e di coltivare di più e meglio quelle positive, con lo scopo di spezzare il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura. Sappiamo bene come una brutta e inveterata abitudine ci porti a privilegiare le “cattive notizie” (guerre, terrorismo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane). “Certo – afferma il Santo Padre – non si tratta di promuovere una disinformazione in cui sarebbe ignorato il dramma della sofferenza, né di scadere in un ottimismo ingenuo che non si lascia toccare dallo scandalo del male. Vorrei, al contrario, che tutti cercassimo di oltrepassare quel sentimento di malumore e di rassegnazione che spesso ci afferra, gettandoci nell’apatia, ingenerando paure o l’impressione che al male non si possa porre limite”. A questo riguardo sappiamo bene tutti che nel nostro sistema comunicativo vale purtroppo la logica che una buona notizia non fa presa e non vende e che dunque non è una notizia; capita anche che il dramma del dolore e il mistero del male vengono facilmente spettacolarizzati.

4.         Cari amici, Papa Francesco ci invita a superare questa situazione proponendo, attraverso una feconda catechesi, il modello della buona notizia che è il Vangelo del Signore. Queste le parole illuminanti del Santo Padre: “Per noi cristiani, l’occhiale adeguato per decifrare la realtà non può che essere quello della buona notizia, a partire dalla Buona Notizia per eccellenza: il «Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio» (Mc 1,1). Con queste parole l’evangelista Marco inizia il suo racconto, con l’annuncio della “buona notizia” che ha a che fare con Gesù, ma più che essere un’informazione su Gesù, è piuttosto la buona notizia che è Gesù stesso. Questa buona notizia che è Gesù stesso non è buona perché priva di sofferenza, ma perché anche la sofferenza è vissuta in un quadro più ampio, parte integrante del suo amore per il Padre e per l’umanità”. In questa salutare prospettiva delineata dal messaggio di papa Francesco, vogliamo porre tutte le nostre aspirazioni di bene, sul piano personale e su quello professionale, nell’altare del Signore. Nello stesso tempo, invochiamo la benedizione della Madonna che della Buona Notizia per eccellenza è stata la Madre.