Corpus_Domini_2017

Processione eucaristica cittadina del Corpus Domini

DIOCESI DI TRIESTE

PROCESSIONE CORPUS DOMINI

+ Giampaolo Crepaldi

Cattedrale di San Giusto, 18 giugno 2017

 

Carissimi fratelli e sorelle,

1.           Oggi, dopo la celebrazione eucaristica, siamo usciti dalla chiesa di San Giacomo e, fatti pellegrini, ci siamo posti dietro al Signore eucaristico per camminare con Lui sulle strade della nostra città. Lo abbiamo fatto per rispondere a una profonda esigenza spirituale, quella di professare la nostra fede in Dio, nel Dio della vita concreta di ciascuno di noi e della nostra città. E lungo la processione lo abbiamo pregato con la matura consapevolezza di poter trovare in Lui la verità e il bene di noi stessi e della società in cui viviamo, perché, in molte occasioni, stiamo perdendo noi stessi, rassegnati come siamo a vivere al di sotto della nostra dignità! Rassegnati a fare del grande desiderio di amore che unisce l’uomo e la donna nel matrimonio un contratto a termine; rassegnati a fare del grande desiderio di giustizia che chiede il riconoscimento della dignità di ogni persona una coesistenza di egoismi opposti; rassegnati a fare del grande desiderio di libertà un permissivismo insensato e noioso; rassegnati a fare del grande desiderio di verità un inconcludente scambio di opinioni.

2.           Carissimi fratelli e sorelle, abbiamo seguito Gesù eucaristico, desiderosi che sia Lui il centro delle nostre vite e della nostra città. Chiediamoci: che cosa avviene quando celebriamo l’Eucaristia? La risposta è questa: un duplice e simultaneo miracolo. Attraverso la celebrazione dell’Eucaristia, infatti, noi che viviamo ora siamo resi presenti al sacrificio di Cristo sulla Croce. È il primo miracolo: il tempo che ci separa dall’avvenimento della Croce è abolito e noi siamo resi presenti ad esso come lo furono Maria e Giovanni. Poi, attraverso la celebrazione dell’Eucaristia, il Corpo ed il Sangue gloriosi di Cristo e quindi Cristo stesso è reso presente in questo luogo nel quale ci troviamo. È il secondo miracolo: è abolita la distanza, e Cristo è in mezzo a noi. Come cristiani, possiamo farcela senza la grazia di questo duplice miracolo? La risposta è no! Ecco perché avverto l’esigenza di richiamare tutta la Chiesa di Trieste a ottemperare, con gioiosa disponibilità, all’obbligo di partecipare alla santa Messa nelle domeniche e nelle feste di precetto. Per affrontare le fatiche e le stanchezze del viaggio della vita abbiamo bisogno del Pane eucaristico. La Domenica è l’occasione propizia per attingere forza da Lui, che è il Signore della vita. Il precetto festivo non è quindi un dovere imposto dall’esterno, un peso sulle nostre spalle. Al contrario, partecipare alla Celebrazione domenicale, cibarsi del Pane eucaristico e sperimentare la comunione dei fratelli e delle sorelle in Cristo è un bisogno per noi cristiani, è una gioia; in questo modo possiamo trovare l’energia necessaria per il cammino che dobbiamo percorrere ogni settimana.

3.           Carissimi fratelli e sorelle, nella celebrazione eucaristica il pane e il vino diventano il Corpo e Sangue del Signore Gesù, che vengono offerti a noi affinché noi stessi veniamo trasformati a nostra volta. Noi stessi dobbiamo diventare Corpo di Cristo, consanguinei di Lui. Con la santa comunione Dio non è più soltanto di fronte a noi, ma è dentro di noi. Questo straordinario dinamismo ci penetra e da noi vuole propagarsi agli altri ed estendersi a tutto il mondo, perché l’amore del Signore diventi realmente la caratteristica dominante della vita del mondo. Per questo una celebrazione eucaristica che non conduce ad incontrare gli uomini lì dove essi vivono, lavorano e soffrono, per portare loro l’amore di Dio, non manifesta la verità che racchiude. Non possiamo comunicare con il Signore, se non comunichiamo tra noi. I gesti di condivisione e solidarietà creano comunione, rinnovano il tessuto delle relazioni interpersonali e permettono la costruzione della civiltà dell’amore. Per questo bisogna anche imparare la grande lezione del perdono: non lasciar lavorare nell’animo il tarlo del risentimento, ma aprire il cuore all’ascolto dell’altro, alla comprensione nei suoi confronti, all’eventuale accettazione delle sue scuse, alla generosa offerta delle proprie.

4.           Carissimi fratelli e sorelle, con questa processione eucaristica si chiude anche la Visita pastorale che ho condotto in questi mesi presso le cinque parrocchie del Decanato di San Giacomo. È stata un’esperienza piena di attestazioni illuminanti sulla concreta vita cristiana del popolo di Dio a Trieste. Di tutto questo desidero ringraziare il Signore. Ho constatato soprattutto che quando una comunità cristiana ha nell’Eucaristia il punto di partenza e di arrivo della sua vita e missione, quella comunità sa esprimere al meglio la testimonianza cristiana. In questa circostanza così importante e solenne, tra le molte e stimolanti esperienze avute durante la Visita pastorale, desidero ricordare in particolare l’incontro che ho avuto ieri con la realtà della Ferriera. Conosciamo tutti i termini del problema che negli anni sono andati aggravandosi per il conflittuale rapporto che si è stabilito tra le giuste esigenze del diritto al lavoro e quelle, altrettanto giuste, del diritto alla salute. Negli incontri che ho avuto – con la proprietà, con le rappresentanze sindacali, con gli operai e con i comitati per la salute, che ringrazio sentitamente per l’accoglienza, incontri tutti avvenuti in un clima sereno e costruttivo – ho constatato da parte di tutti la ferma intenzione di trovare una soluzione che dia serenità e fiducia alla nostra città, risolvendo finalmente l’annoso problema. A me sembra che le condizioni ci sono e che debbano andare sapientemente coltivate con il dialogo, la mediazione e una ritrovata amicizia civile. La nostra città, con il concorso responsabile delle Istituzionali regionali e comunali, ha l’occasione buona per dar prova di saper affrontare e risolvere questo intricato problema che da troppo tempo divide la città ed esaspera gli animi. Da parte mia ci sarà sempre la preghiera e la piena disponibilità a favorire tutto quello che va nella direzione di dare fiducia e speranza a tutti. La Vergine Maria accompagni con la sua materna intercessione il cammino della nostra Chiesa di Trieste. Maria ci ottenga di vivere sempre più intensamente, piamente e consapevolmente il mistero dell’Eucaristia, per annunciare con la parola e la vita l’amore che Dio nutre per ogni uomo.