foto di Fabio Parenzan-Diaconi1

Al Santuario di Monte Grisa quattro nuovi diaconi per la Diocesi di Trieste

DIOCESI DI TRIESTE

ORDINAZIONE DIACONALE
ADRIAN NICOLA MATES, CLAUDIO BELCI,
MANFREDI POILLUCCI, MICHELE BERTOLO

+ Giampaolo Crepaldi

Santuario di Monte Grisa, 24 settembre 2017

 

Cari fratelli e sorelle,

1.           Con l’ordinazione diaconale di Adrian Nicola Mates, di Claudio Belci, di Manfredi Poillucci, di Michele Bertolo, la nostra Chiesa avverte l’interiore esigenza di esprimere la sua più viva gratitudine al Signore, che, ancora una volta, le si manifesta con il suo incomparabile amore donandole quattro nuovi diaconi, due permanenti – Claudio e Michele – e due – Adrian e Manfredi – che, a suo tempo, riceveranno anche il dono del sacerdozio. A questo ringraziamento della nostra Chiesa al Signore si uniscono i quattro candidati che, con generosa disponibilità, hanno risposto alla chiamata di Dio. Si uniscono anche i loro familiari e amici che hanno assecondato il loro cammino di preparazione. Si uniscono le comunità parrocchiali dove la loro vocazione è germogliata e si è sviluppata, come le parrocchie dove hanno prestato e tuttora prestano il loro servizio. Con l’ordinazione diaconale si rinnova l’evento straordinario della Pentecoste: l’effusione dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo, infatti, è il vero protagonista di questa nostra celebrazione. Come nel giorno di Pentecoste, egli effonde di nuovo i suoi doni: lo farà in modo particolare nei riguardi di questi nostri fratelli nel momento stesso in cui riceveranno l’Ordine del Diaconato.

2.           Carissimi Adrian, Claudio, Manfredi, Michele, ho voluto che questa ordinazione diaconale avvenisse nel nostro Santuario di Monte Grisa dove si venera l’immagine della Madonna di Fatima per ricordare il centenario delle apparizioni della Vergine Maria ai tre pastorelli: i santi Francesco e Giacinta e sr. Lucia. Essi, con la loro testimonianza di santità cristiana, divennero i depositari dei messaggi della Madonna e, nello stesso tempo, i servitori – potremmo dire i diaconi – di quei messaggi che invitavano alla conversione, alla riparazione, alla preghiera. Messaggi rivolti nel 1917 ad un’umanità afflitta e disorientata e travolta dalle tragedie di una guerra mondiale, ma ancora attualissimi per gli uomini e le donne del 2017. Lasciatemi dire che è veramente bello e spiritualmente assai suggestivo che la vostra ordinazione diaconale avvenga in un contesto mariano, nel ricordo vivo e vivificante delle apparizioni di Fatima. Come nessun altro Maria ha vissuto la diaconia, il porsi al servizio del piano di Dio, di Gesù, del Regno, di Elisabetta, di Giovanni, della Chiesa. Lei è la serva, la schiava del Signore: Eccomi! Anche voi avete appena detto così! Che nel vostro “Eccomi” ci siano, ogni giorno, i sentimenti diaconali di Maria e quelli – innocenti, ma generosissimi – dei pastorelli di Fatima!

3.           Carissimi Adrian, Claudio, Manfredi, Michele, con l’ordinazione diaconale la grazia sacramentale che vi verrà conferita, attraverso l’imposizione delle mie mani, vi renderà capaci di prestare il servizio della parola, dell’altare e della carità (cf Ad Gentes, 16). Il vostro, quindi, non è uno dei tanti ministeri che caratterizzano la vita della Chiesa, ma, come lo definì Paolo VI, la forza motrice per la diaconia della Chiesa. Con l’ordinazione, diventate segni viventi ed eloquenti del servizio del Cristo alla sua Chiesa. Nel contesto di quest’unico, indivisibile ministero della diaconia di Cristo, il vostro diaconato si porrà al servizio della nostra Diocesi, delle sue necessità pastorali, liturgiche, caritative, catechetiche. Tramite me, la nostra Chiesa vi ringrazia per la vostra disponibilità e per la generosità con cui vi unirete con l’ordine presbiterale per la cooperazione, intima e intensa, con il Vescovo e con tutte le realtà operanti nella comunità cristiana che è in Trieste.

4.           Carissimi Adrian, Claudio, Manfredi, Michele, con il diaconato venite incardinati in questa Diocesi tergestina, che d’ora in poi sarà la vostra famiglia: al Vescovo, come ad un padre, dovrete obbedienza e rispetto; ai sacerdoti e ai diaconi, come a fratelli, riserverete sentimenti di comunione e collaborazione; ai fedeli laici, come a figli, assicurerete un servizio incondizionato e gratuito. A tutti riserverete la vostra quotidiana preghiera con la recita devota e fedele della Liturgia delle Ore. Ci avverte Papa Francesco: «Il modo di relazionarci con gli altri che realmente ci risana invece di farci ammalare, è una fraternità mistica, contemplativa, che sa guardare alla grandezza sacra del prossimo, che sa scoprire Dio in ogni essere umano, che sa sopportare le molestie del vivere insieme aggrappandosi all’amore di Dio, che sa aprire il cuore all’amore divino per cercare la felicità degli altri come la cerca il loro Padre buono» (Evangelii gaudium, 92). Se ritenete di essere in grado di far questo e vi impegnate da subito a metterlo in pratica, allora avvicinatevi per essere ammessi all’ordine del diaconato e, per due di voi, continuare il camino verso il sacerdozio.

5.           Carissimi Adrian, Claudio, Manfredi, Michele, in contemporanea con l’ordinazione diaconale, celebriamo oggi la Domenica della Parola, giornata voluta da Papa Francesco per richiamare una delle dimensioni essenziali della vita cristiana: l’ascolto della Parola di Dio. In questa giornata di sensibilizzazione al grande valore spirituale e umano della Bibbia, alla fine della Santa Messa verrà compiuto dai Diaconi appena ordinati un gesto che illumina il significato profondo del loro diaconato: essi si muoveranno tra l’Assemblea per distribuire ai presenti l’edizione diocesana del Vangelo della famiglia. In questo modo si rinnoverà oggi per noi l’esperienza della Chiesa delle origini, la quale inviava alcuni suoi figli non solo a confermare nella fede i propri fratelli, ma ad annunziare con franchezza apostolica il Vangelo ai popoli che ancora non conoscevano il Cristo. Il richiamo alla famiglia è inoltre particolarmente pertinente, perché due degli ordinati, Claudio e Michele, sono diaconi sposati: a loro, alle loro mogli che ringrazio di cuore per la loro presenza e le loro preghiere, ai figli, a tutta la loro famiglia va la gratitudine della nostra Chiesa. Carissimi, nell’assicurarvi la mia preghiera e quella di tutta la Chiesa, nel ricordo prezioso e consolante delle apparizioni di Fatima vi affido alla materna protezione della Madonna che dedicò tutta sé stessa a servire Dio e il suo progetto di amore misericordioso per l’umanità.