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Giovedì Santo | Santa Messa in “Coena Domini”

DIOCESI DI TRIESTE

Santa Messa in Coena Domini

+ Giampaolo Crepaldi

Cattedrale di San Giusto, 29 marzo 2018 – Giovedì santo

 

Carissimi fratelli e sorelle!

1.        Con questa liturgia, denominata In Coena Domini, prende avvio il Triduo pasquale che costituisce il nucleo essenziale della nostra fede cristiana: la passione, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo, facendoci rivivere l’evento centrale della nostra salvezza. Questa sera, in modo particolare ricordiamo l’istituzione dell’Eucaristia come rito memoriale della nuova ed eterna alleanza, l’istituzione del sacerdozio ministeriale e il servizio fraterno della carità. Sacerdozio e carità sono, in effetti, strettamente collegati con il sacramento dell’Eucaristia, in quanto creano la comunione fraterna e indicano nel dono di sé e nel servizio il cammino della Chiesa.

2.        Carissimi fratelli e sorelle, l’evangelista Giovanni, nell’informarci sulle ultime ore di Gesù con i suoi discepoli, non riferisce i gesti rituali sul pane e sul vino come gli altri evangelisti. Egli piuttosto ci racconta il gesto di Gesù che lava i piedi ai suoi – gesto che ripeteremo tra poco -, invitandoli a fare come Lui, a fare cioè in ogni tempo e in ogni comunità gesti di servizio vicendevole attraverso i quali sia reso presente l’amore di Cristo per i suoi. Quella sera Gesù non ha fatto miracoli, ma un’azione semplice e ordinaria che ciascuno può fare: bastano un catino, un po’ d’acqua, un asciugamano e un cuore pieno di carità. Possiamo fare questa azione sempre e dovunque. In questo modo viene data concretezza e visibilità ad una mirabile realtà: l’amore del Padre in Cristo, l’amore in Cristo dei credenti. È un amore che deve vivificare tutta la Chiesa, affinché sia una, santa e cattolica; è un amore che deve rivolgersi ai fratelli e sorelle che si trovano nel bisogno spirituale e materiale, che attendono chi un sorriso, chi una mano aperta, chi una buona parola, chi un gesto di amicizia e accoglienza, chi un mondo da vivere nella giustizia e nella pace.

3.        Carissimi fratelli e sorelle, in questo Giovedì santo, ricordiamo l’istituzione dell’Eucaristia: «Il suo corpo per noi immolato è nostro cibo e ci dà forza, il suo sangue per noi versato è la bevanda che ci redime da ogni colpa» (Prefazio della SS. Eucaristia I). L’Eucaristia che stiamo celebrando questa sera davvero ci consegna Cristo, rendendolo nostro contemporaneo! Il suo amore non è al passato, la sua offerta per noi non è un ricordo! Egli davvero desidera unirsi a ciascuno di noi; Egli è qui, come quella notte, seduto accanto a noi peccatori, chino sui nostri piedi insudiciati dalla polvere del peccato. Dalla tenerezza della sua consegna a noi quest’unica certezza: Dio ci ama sino all’estremo. Dall’Eucaristia poi nasce il sacerdozio. Chi presiede l’Eucaristia presiede anche la comunità e ne è responsabile: la raccoglie nella preghiera comune e la unisce nelle diverse attività di apostolato e di carità. Questa mattina, qui in Cattedrale nella Messa Crismale, era riunito il presbiterio di Trieste per confermare la sua dedizione a Dio e al popolo, secondo i desideri del cuore di Cristo: ai sacerdoti della nostra Chiesa diocesana vada la nostra stima e la nostra preghiera.

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