diaconi 9_2019

Ordinazione diaconale di Željko Babić, Nicolas Bulian e Nikola Cingel

DIOCESI DI TRIESTE

ORDINAZIONALE DIACONALE

DI ŽELJKO BABIĆ, NICOLAS BULIAN, NIKOLA CINGEL

+ Giampaolo Crepaldi

Cattedrale di San Giusto, 29 settembre 2019

 

Carissimi fratelli e sorelle,

1.        Con l’ordinazione di Željko Babić, Nicolas Bulian e Nikola Cingel all’ordine del diaconato, quello di oggi è un giorno di profonda gratitudine al Signore che, con quest’ulteriore e sorprendente prova della sua feconda benedizione, ci rende tutti particolarmente gioiosi. E’ la gioia di tutta la nostra Chiesa diocesana che si vede arricchita con la presenza di tre nuovi diaconi destinati poi a diventare presbiteri; è la gioia delle famiglie dei candidati che vedono un loro figlio venire scelto ed eletto per servire il Signore e la sua Chiesa; è la gioia del Seminario e dei suoi Superiori che tante energie hanno speso per la loro formazione; è la gioia degli amici e dei conoscenti che li hanno accompagnati con affettuosa partecipazione; è la gioia di tanti cristiani che, nelle varie parrocchie e comunità, sono stati beneficati da una parola o da un incontro e che stanno corrispondendo con la preghiera. La vostra numerosa presenza in questa Cattedrale è il segno tangibile che dimostra che avete ben capito l’evento decisivo che tra poco si realizzerà, consapevoli, come il veggente dell’Apocalisse, che in questo giorno i tre candidati al diaconato saranno presi dallo Spirito (cf Ap 1,10).

2.        Carissimi Željko, Nicolas, Nikola, dopo questa mia omelia sarete chiamati a compiere un suggestivo rito, ricco di profondi significati: vi prostrerete totalmente a terra, imitando il veggente dell’Apocalisse che appena vide il Figlio dell’uomo cadde ai suoi piedi come morto. Perché questo rito? Perché la Chiesa vuole rendervi consci che, con l’ordinazione, avete a che fare, prima di tutto e sopra di tutto, con il Signore, perché sarà Lui che, tra poco, soffierà su di voi il suo Spirito e vi renderà diaconi. Non temete, però, perché, tramite il Vescovo, sarà lo stesso Signore che compierà poi il gesto, di vicinanza e tenerezza, di porre su di voi la sua mano destra, rassicurandovi con queste parole: “Io sono il Vivente, io ho vinto, io sono con voi tutti i giorni”. E poi sarete rivestiti con un nuovo abbigliamento: riceverete l’abito liturgico della dalmatica per le celebrazioni, la cui bellezza non deve farvi dimenticare il grembiule che Gesù usò per lavare i piedi ai suoi discepoli prima della sua dolorosa passione, della sua ignominiosa morta e della sua folgorante risurrezione. Assumere la veste dorata della dalmatica senza assumere il vestito feriale del grembiule sarebbe un tradimento della diaconia di Gesù. Inoltre, la dalmatica vi richiama al dovere sacrosanto di avere sempre il Vangelo in mano e il grembiule ai fianchi, convinti che in ogni luogo in cui sarete condotti vi troverete là “a causa della Parola di Dio e della testimonianza di Gesù” (cf Ap 1,9).

3.        Carissimi Željko, Nicolas, Nikola, in questa speciale liturgia la Chiesa vi affida due libri. Il primo è il Vangelo di Gesù che il vescovo vi metterà tra le mani, Vangelo da vivere e da annunciare. Ricordatevi pertanto delle parole di san Paolo perché, d’ora in poi, “Voi siete una lettera di Cristo scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente” e inviata alla nostra Chiesa diocesana (cf 2Cor 3,3). Il secondo libro è la Liturgia delle ore, il libro di preghiera della Chiesa. Affidandovi l’impegno della Liturgia delle ore la Chiesa conta su di voi come intercessori pubblici, chiedendovi anche di essere maestri di preghiera: pregate con chi prega, pregate per chi non sa pregare, pregate per chi non vuole pregare. Oggi è anche il giorno delle promesse. Farete la promessa di vivere nel celibato, consapevoli che la rinuncia ad una donna e al matrimonio vale se si traduce in un donarsi totalmente, anche nella corporeità, a Cristo e quindi alla sua Chiesa, in particolar modo a una comunità. Farete anche la promessa di obbedienza nelle mani del vescovo, per scansare il pericolo sempre incombente di scambiare la volontà divina con le proiezioni dei vostri umanissimi desideri. Quello che promettete sarà per sempre: ce la farete se saranno impresse e sigillate nel vostro cuore le parole del salmo: “Il Signore è buono. Il suo amore è per sempre!”.

4.        Carissimi fratelli e sorelle, sono a chiedervi di accompagnare con la vostra preghiera questi nostri giovani fratelli, perché possano essere fedeli al ministero diaconale per il quale ora vengono ordinati. Ricordatevi e ricordiamoci, comunque, che il rito dell’ordinazione diaconale è un richiamo a ciascuno di noi a coltivare, con generosa disponibilità, la consapevolezza che siamo destinatari della vocazione a servire Dio e i fratelli. Ciò che i diaconi compiono con l’impegno e la dedizione della loro vita, infatti, ciascuno di noi è chiamato a tradurlo nella propria condizione di vita, perché in tutti si manifesti che Gesù è venuto nel mondo non per essere servito, ma per servire. Lavando i piedi ai suoi discepoli ha dato un esempio luminoso al quale non possiamo non ispirarci. La diaconia che siamo chiamati a vivere non è prima di tutta una prestazione d’opera, ma è soprattutto una relazione profonda con Cristo, da coltivare ogni giorno. Ai tre candidati e a tutti giunga la benedizione di Maria che si definì la serva del Signore: sia Lei ad accompagnare, con materna tenerezza, il cammino di fede, di speranza e di carità dei tre ordinandi e della nostra Chiesa diocesana.