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Festa cittadina della Madonna della Salute

DIOCESI DI TRIESTE

MADONNA DELLA SALUTE

+ Giampaolo Crepaldi

Santa Maria Maggiore, 21 novembre 2019

 

Carissimi fratelli e sorelle, predragi bratje in sestre!

1.        Anche quest’anno, con profonda devozione, rinnoviamo il nostro amore per la Madonna della Salute, rinsaldando, con fede sincera, il nostro legame con Colei che ci assicura la grazia celeste attraverso una mirabile e straordinaria opera di intercessione. Questa sua opera è testimoniata dalle Sante Scritture. Maria, nella visita alla cugina Elisabetta, mediò a questa una particolare effusione dello Spirito Santo; pose san Giovanni Battista in presenza del Signore già incarnato nel suo grembo, aprendogli la strada della santificazione; a Cana, con la sua preghiera, sollecitò da Cristo il suo primo miracolo, anticipazione profetica del dono dello Spirito Santo nel mistico matrimonio fra il Signore e l’umanità redenta; sul Calvario, venne costituita madre di ogni discepolo di Cristo: atto, questo, che implica nel cuore di Maria un costante e materno interessamento per ciascuno di noi. Maria, ora nella gloria dell’eternità divina, continua la sua attività di intercessione per la nostra salvezza. Ella è madre di ciascuno di noi, è vicina a ciascuno di noi, ci ama di vero amore e prega per la nostra salvezza. Maria è all’origine di ogni grazia celeste: tutte le grazie di cui abbiamo bisogno ci vengono attraverso la sua preghiera. In questo senso, Ella è Madre e mediatrice di ogni grazia: tutto ci viene da Cristo e per mezzo di Cristo, ma non senza Maria. Così tutti viviamo nel suo cuore materno.

2.        Predragi bratje in sestre, carissimi fratelli e sorelle, è veramente motivo di consolazione sapere che viviamo nel cuore materno di Maria, amati in ogni momento della nostra vita: il momento sereno e felice, ma anche e soprattutto il momento della fatica, della stanchezza, della delusione, della prova, della malattia, dell’anzianità, del disagio, della solitudine, della paura, dell’angoscia e della disperazione. Siamo venuti qui, ancora una volta in questo Santuario, per aprire il nostro cuore a Maria e accogliere il suo amore materno. Siamo venuti qui, ancora una volta in questo Santuario per ringraziare il Signore, perché ci ha dato, come nostra madre, Maria: lei è stata chiamata ad essere non solo la madre di Cristo Gesù, ma anche la madre di tutti gli uomini. Veramente quella di Maria è una maternità unica in tutta la storia del mondo, perché tale maternità ha gli stessi confini dell’umanità tutta. Siamo venuti qui, ancora una volta in questo Santuario, per affidare a Maria le nostre croci. Ciascuno ha la sua croce, ogni famiglia ha la sua croce, ogni paese ha la sua croce, ogni città ha la sua croce, ogni popolo ha la sua croce, l’umanità intera ha le sue croci. Tutte queste croci affidiamole al cuore materno di Maria: lei e il suo amore materno siano sempre motivo di speranza nella nostra vita.

3.        Carissimi fratelli e sorelle, predragi bratje in sestre, alla consapevolezza di vivere nel cuore di Maria deve corrispondere l’impegno, convinto e deciso, della nostra preghiera, soprattutto in famiglia. La preghiera in famiglia, fatta in comune marito e moglie, genitori e figli, cementa l’unità e rafforza la stabilità. Purtroppo in famiglia non si prega più e questo contribuisce alla crisi odierna dell’istituto familiare. Anche a Trieste, continua a crescere il numero delle separazioni e dei divorzi, con conseguenze disperanti per i figli. È arrivato il tempo di un cambio di passo. A iniziare questo cambio devono essere i genitori, chiamati a insegnare ai figli le preghiere del cristiano; a pregare durante la giornata; ad abituare la propria famiglia a rivolgere il pensiero a Dio almeno la mattina e la sera, prima e dopo i pasti; a partecipare con i figli alla Messa domenicale. La preghiera in famiglia, inoltre, ci educa ad allargare gli orizzonti. Eccoci allora chiamati a pregare per la Chiesa, impegnata nella difficile missione di annunciare il Vangelo di Gesù; per Papa Francesco, pellegrino in questi giorni in alcuni Paesi dell’Estremo Oriente; per i Vescovi, in particolar modo per me, vostro Pastore, perché guidi con saggezza la Chiesa di Trieste; per i sacerdoti, e religiosi e le religiose e i cristiani impegnati nell’apostolato laicale, perché operino generosamente per la promozione del regno di Dio; per i responsabili delle Istituzioni pubbliche, perché siano pronti a promuovere il bene comune; per tutti i lavoratori, perché siano garantite loro la dignità e la sicurezza; per la nostra Città, affinché conosca i giorni della serenità dopo i tragici eventi dell’uccisione di due agenti della polizia; per i nostri malati affinché i loro letti si trasformino in altari dove offrire al Signore Crocifisso i frutti della propria sofferenza. Queste nostre preghiere le affidiamo alla materna intercessione della Madonna della Salute.