GMP

Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e 54ª Giornata Mondiale della Pace

Raccolta fondi per le popolazioni della Croazia colpite dal terremoto

Coordinate bancarie della Diocesi di Trieste
causale: PRO TERREMOTATI CROAZIA
Diocesi di Trieste
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Introduzione del presidente dell’Azione Cattolica diocesana Arturo Pucillo

Non è senza una certa emozione che pronuncio queste poche parole in preparazione alla celebrazione della 54ma Giornata Mondiale della Pace, presieduta dal Vescovo Giampaolo e alla presenza delle autorità civili e dei fedeli, nonostante le difficoltà e la necessità di limitare gli spostamenti per l’emergenza epidemiologica che tutti noi stiamo vivendo.
Il presente ci offre un panorama che potremmo dire lacerato, tra un orizzonte sanitario fortemente compresso dalle fatiche dell’oggi e un orizzonte socio-economico le cui incognite non sono certo terminate qui.
Il Papa, nel messaggio che consegna ogni anno il 1 gennaio a coloro che hanno responsabilità di governo e a noi tutti, articola una sintetica ma approfondita riflessione sulla vocazione umana alla cura, che trae origine e modello da Dio creatore, diventa azione ministeriale in Gesù Buon Pastore (Gv 10, 11-18), è infine fondamento culturale nella dottrina sociale della Chiesa.
La cura dell’altro e della sua dignità, del bene comune, del creato, diventa bussola per una rotta comune che superi le asperità della cultura dello scarto, della negazione, delle disuguaglianze dentro le Nazioni e tra le Nazioni, così come nelle nostre comunità.
L’Azione Cattolica, che cura tradizionalmente la preparazione di questa liturgia e ripropone il gesto simbolico della consegna del messaggio di papa Francesco ai responsabili delle istituzioni cittadine qui presenti o rappresentate, desidera contribuire alla promozione integrale della cultura della pace, testimoniando l’impegno concreto a “formare una comunità composta da fratelli che si accolgono reciprocamente, prendendosi cura gli uni degli altri”, senza escludere nessuno.
Il Vescovo Giampaolo, nel suo messaggio per l’Avvento “La malattia, le paure, la grazia”, sottolinea che “il mondo della malattia invoca senza sosta il mondo dell’amore”. Se questa è la cifra dell’accoglienza, cioè lenire le ferite dell’altro con il sapore della guarigione, grazia e speranza che va oltre la morte, ci appare allora più chiaro il cammino che ci aspetta. In particolare, è un richiamo ad andare oltre la mera gestione della cosa pubblica, proponendo un modello di promozione del bene comune a cui incessantemente il Papa richiama chi ne ha responsabilità politica ma anche e soprattutto i comuni cittadini.
Con tale consapevolezza, partecipiamo a questa celebrazione che ci riunisce attorno al Cristo Risorto, origine e modello della Pace Universale.
Con l’occasione, come segno di vicinanza ai fratelli croati duramente colpiti dalle conseguenze del recente sisma, per desiderio dell’arcivescovo le offerte che raccoglieremo nel corso della celebrazione saranno devolute alla Diocesi di Siska per gli interventi più urgenti.

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DIOCESI DI TRIESTE

MARIA MADRE DI DIO

LIV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

✠ Giampaolo Crepaldi

Sant’Antonio Taumaturgo, 1 gennaio 2021

 

 

Distinte Autorità, carissimi fratelli e sorelle in Cristo!

1.        All’inizio del nuovo anno la Chiesa ci invita a contemplare la divina maternità di Maria, verità di fede da sempre riconosciuta dal popolo cristiano che, con fede e amore, onora la Vergine Santa con l’appellativo fondamentale di Madre di Dio. Dio Padre ha assegnato a Maria la missione di realizzare il suo piano di salvezza, incentrato proprio sul grande mistero dell’incarnazione del Figlio suo Gesù. Soprattutto in questi giorni natalizi, quando ci soffermiamo a guardare il presepe con la rappresentazione della Natività, ci accorgeremo che, al centro della scena, oltre al Bambino, abbiamo la Vergine Madre che offre Gesù alla contemplazione di quanti si recano ad adorare il Salvatore: i pastori, la gente di Betlemme, i Magi giunti dall’Oriente. Più tardi, nella Presentazione del Signore al Tempio, troviamo il vecchio Simeone e la profetessa Anna che ricevono dalle mani della Madre il piccolo Bambino e lo adorano. La nostra fede di popolo credente giustamente lega la nascita di Gesù alla divina maternità di Maria, considerandoli due aspetti dello stesso mistero dell’incarnazione del Verbo divino. In questo modo anche possiamo ritenerci in qualche modo contemporanei dei pastori, dei magi, di Simeone e di Anna, e andare riconoscenti come loro e con loro ad incontrare il Signore, quel Dio che ha voluto essere l’Emanuele, il Dio con noi, e sua madre, che è anche la nostra madre. La sua maternità è l’antidoto più forte contro le nostre tendenze individualistiche ed egoistiche, contro le nostre chiusure e apatie. Celebrare la maternità di Maria come Madre di Dio e madre nostra all’inizio di un nuovo anno significa ricordare una certezza che dovrà accompagnare i nostri giorni: siamo un popolo con una Madre, non siamo orfani.

2.        Carissimi fratelli e sorelle, il 1 di gennaio la Chiesa ci sollecita un generoso impegno per la pace con la tradizionale celebrazione annuale di una Giornata mondiale che, anche quest’anno, è stata arricchita da un prezioso Messaggio del Santo Padre Francesco dal titolo La cultura della cura come percorso di pace e che nella nostra Diocesi è organizzata con il fattivo contributo dell’Azione Cattolica che ringrazio sentitamente. Nella prospettiva del Papa la cultura della cura come percorso di pace è un salutare antidoto ed un’efficace risposta alle drammatiche conseguenze che la pandemia sta avendo sulle persone, sulle famiglie, sul piano sociale ed economico con la crescita dei senza lavoro e con la chiusura di innumerevoli attività produttive anche nella nostra Regione. Il Papa ci invita ad adottare una “grammatica” della cura, che consiste nella promozione della dignità di ogni persona umana, nella solidarietà con i poveri e gli indifesi, nella sollecitudine per il bene comune, nella salvaguardia del creato. In un tempo nel quale la barca dell’umanità, scossa dalla tempesta della crisi, procede faticosamente in cerca di un orizzonte più calmo e sereno, l’adozione di questa indispensabile “grammatica” ci permetterà di navigare con una rotta sicura e comune. Scrive Papa Francesco nel suo Messaggio: “Come cristiani, teniamo lo sguardo rivolto alla Vergine Maria, Stella del mare e Madre della speranza. Tutti insieme collaboriamo per avanzare verso un nuovo orizzonte di amore e di pace, di fraternità e di solidarietà, di sostegno vicendevole e di accoglienza reciproca. Non cediamo alla tentazione di disinteressarci degli altri, specialmente dei più deboli, non abituiamoci a voltare lo sguardo, ma impegniamoci ogni giorno concretamente per formare una comunità composta da fratelli che si accolgono reciprocamente, prendendosi cura gli uni degli altri”. Quest’appello del Papa lo vogliamo fare nostro destinando le offerte raccolte nelle Sante Messe di tutta la Diocesi in questa solennità dedicata alla Madre di Dio ai fratelli e alle sorelle croati duramente colpiti da una serie disastrosa di terremoti. A tutti rinnovo l’augurio di un buon e sereno anno di pace!