Adempimenti amministrativi e contributi

Fatturazione elettronica (FE) per le Parrocchie / Enti

Le Parrocchie o gli Enti stanno ricevendo richieste su come procedere con i nuovi adempimenti in materia di fatturazione elettronica (FE) che entreranno in vigore il 1° gennaio 2019:

È obbligatorio fornire il codice destinatario (CD) o la PEC ai vari fornitori?

Per rispondere occorre fare dei distinguo tra le Parrocchie che non hanno la Partita Iva perché non svolgono alcuna attività commerciale (es. scuole materne) e le Parrocchie che, invece, hanno anche attività commerciali siano esse esenti Iva (scuole, case di riposo) o soggette ad Iva (cinematografi, case marine o montane).

Parrocchie senza Partita IVA

Per queste l’impatto, derivante dalla nuova modalità di trasmissione da parte del Fornitore delle fatture, parrebbe essere modesto atteso che, comunque, il Fornitore dovrà sempre consegnare alla Parrocchia/Ente la fattura in formato cartaceo oppure inviarla mediante posta elettronica (non PEC) in formato PDF. Ecco perché è INDISPENDABILE appoggiarsi a uno studio commercialista!

Ai fornitori che in questo periodo stanno inviando mail con richiesta di dati in vista delle nuove modalità di inoltro delle fatture non sarà, quindi, necessario dare alcuna risposta proprio a motivo del fatto che le Parrocchie senza partita IVA sono a tutti gli effetti dei consumatori finali.

Parrocchie con Partita Iva

Qui le cose si fanno più complicate in quanto il medesimo soggetto deve assumere comportamenti diversi a seconda della veste che prende (attività istituzionale “Parrocchia” o attività commerciale “es. Scuola Materna”).

Nell’attesa di avere ulteriori informazioni, si consiglia di non comunicare codici. Seguiranno aggiornamenti alla presente.

È bene attendere sia il completamento della normativa relativa sia che le software house abbiano anche loro completato quanto necessario.

don Pier Emilio Salvadè

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Sentenza Corte di Giustizia Europea

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea di Lussemburgo ha emesso il 6 novembre 2018 una sentenza che ha avuto grande rilievo sulla stampa.

Che cosa ha deciso la Corte di Giustizia?

La Corte di Giustizia si è pronunciata come giudice di appello sulla legittimità di due pronunce emesse dal Tribunale dell’Unione Europea il 15 settembre del 2016 nelle cause promosse rispettivamente da Scuola Elementare Maria Montessori S.r.l. e dal proprietario di una “Bed & Breakfast”.

In estrema sintesi, la Corte ha confermato la decisione assunta il 19.12.2012 dalla Commissione Europea che qualificava “aiuto di Stato”, e come tale illegittima, l’esenzione dall’ICI concessa tra il 2006 ed il 2012 agli enti non commerciali che svolgevano, all’interno degli immobili di loro proprietà, attività aventi natura economica, ma nel contempo ha annullato tale decisione nella parte in cui “non ha ordinato il recupero degli aiuti concessi sulla base dell’esenzione dell’imposta comunale degli immobili”. La Corte motiva la pronuncia di annullamento sulla circostanza che la Commissione, nel decidere per l’impossibilità del recupero, non avrebbe esaminato se fossero ravvisabili modalità alternative, rispetto a quelle indicate dallo Stato membro e da questo ritenute impossibili, che potessero consentire invece un recupero anche solo parziale.

Quali sono gli effetti di tale decisione?

Con la pronuncia della Corte viene ripristinatore l’effetto ordinario connesso ad ogni dichiarazione di illegittimità di aiuto di Stato, ovvero l’obbligo per lo Stato membro interessato “di adottare tutte le misure necessarie per recuperare l’aiuto dal beneficiario” (cfr. art. 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 659/1999).

La conseguenza è che l’Autorità italiana dovrà ora valutare quali iniziative assumere per tentare un recupero, almeno parziale, dell’ICI presso i soggetti che hanno eventualmente beneficiato dell’esenzione considerata illegittima. Per far ciò dovrà individuare, nell’ordine, quali siano in concreto tali soggetti, con riguardo a quali immobili, in conseguenza di quali attività esercitate in essi nei distinti periodi d’imposta.

Come impatta tale decisione sugli enti non commerciali?

Per le considerazioni esposte, si tratta di una decisione che non ha nessun impatto immediato su tali enti. Essa potrà produrre effetti indiretti su quelli tra loro che fossero destinatari di avvisi di accertamento o altra formale richiesta di pagamento per aver svolto, nei distinti periodo d’imposta considerati, attività di natura economica in immobili di loro proprietà.

Come impatta tale decisione, in particolare, sulle proprietà immobiliari degli enti ecclesiastici?

Gli enti ecclesiastici, con riferimento alle attività diverse da quelle di religione e culto (che sono quelle cui si riferisce la decisione in commento), ai fini dell’applicazione dell’ICI non avevano alcun trattamento diverso da quello degli altri enti non commerciali.

Anche per loro, quindi, non come categoria ma ente per ente, potranno aversi conseguenze concrete solo se e quando saranno destinatari di richieste di pagamento da parte della competente autorità italiane. Va da sé che per quegli immobili ecclesiastici che, ospitando attività di natura economica, è stata regolarmente pagata l’ICI una tale eventualità non potrà porsi.

La questione, pertanto, non è se gli enti ecclesiastici siano o meno titolari di proprietà immobiliari (poiché ciò è riconosciuto come loro diritto sia nell’ordinamento canonico che in quello statale), ma se taluno di essi abbia eluso la legislazione statale sull’ICI vigente nei periodi d’imposta considerati e/o abbia impropriamente beneficiato di un “aiuto di Stato” sulla base dei criteri contenuti nella decisione assunta dalla Commissione Europea il 19 dicembre 2012.

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Dalla disamina nel merito e degli effetti della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, si evidenzia il fatto che nulla cambia nella sostanza della norma relativa alla soppressa imposta comunale I.C.I.

La Diocesi di Trieste ha sempre inteso l’applicazione dell’imposta nella sua corretta formulazione. In base a ciò, è sempre stato evidente che il discrimine dato dall’utilizzo di immobili di proprietà degli enti di culto, rendeva ai fini ICI applicabile o meno l’imposta comunale; usi diversi da quelli di religione e culto, con riferimento alle norme concordatarie, non esonerano certamente dal pagamento dell’imposta.

Per immobili quindi locati o utilizzati per fini commerciali, la Diocesi di Diocesi non ha mai chiesto né preteso alcuna esenzione.

Si sono letti in questi giorni articoli di stampa che lasciavano credere a chissà quali modifiche giurisprudenziali in tema di esigibilità ed imponibilità in relazione all’I.C.I. e a chissà quali posizioni debitorie latenti, a carico della Diocesi di Trieste e di altri enti di culto di pertinenza della Diocesi stessa.

Si ribadisce invece la posizione della Diocesi che è stata sempre necessariamente conforme a quanto previsto dall’art. 7 del Dlgs. n. 504/92, il quale prevedeva l’esenzione dell’imposta per immobili destinati all’esercizio del culto, e loro pertinenze.

Giova ricordare che il citato art. 7 non prevede esclusivamente l’esenzione per gli immobili destinati all’esercizio del culto, ma anche sia ad altre categorie di soggetti sia ad altre attività, per la quali l’evidente rilevanza sociale e collettiva, il legislatore ha inteso prevedere l’esenzione.

Sono inoltre recenti le attività e i rapporti intercorsi tra la Diocesi o altri enti ad essa collegati, ed il Comune di Trieste, che hanno visto la definizione di alcune posizioni che lasciavano dubbi di interpretazione reciproca.

Ogni presunzione quindi formulata da organi di stampa o da altri soggetti, che vuole o ipotizza la Diocesi di Trieste quale soggetto debitore nei confronti del Comune di Trieste, per anomale interpretazioni delle norme in materia di I.C.I. o I.M.U.  è priva di ogni fondamento, in quanto si riconosce il debito tributario ai sensi della normativa prevista.

don Pier Emilio Salvadè, economo diocesano

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  • Canone Rai : vedere su “L’Amico del Clero” rivista di ottobre 2016.
  • Esenzione IMU per utilizzo “indiretto”  immobili da parte di Enti Religiosi . Vedere su “Italiaoggi” imposte e tasse.

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PRO MEMORIA SINTETICO ADEMPIMENTI PROSSIMI

In attesa di ulteriori comunicazioni legislative, faccio presente ai Parroci che: la TASI sicuramente gli edifici di culto non la devono pagare; l’IMU la devono pagare solo gli enti che hanno immobili locati a terzi. Le Associazioni, proprietarie di immobili, dovranno invece, pur non pagando, compilare l’apposito modulo. Consiglio di rivolgersi al proprio commercialista. Riguardo alla TARI ( immondizie, rifiuti ….) per le Canoniche, Centri giovanili, Oratori, Salette date per feste, permane come sempre l’obbligo al pagamento.

L’Economo diocesano
Mons. Salvadè Pier Emilio

 

COMUNICATO STAMPA del 23 settembre 2014

OGGETTO: Proroga al 30 novembre 2014 del termine per la presentazione della dichiarazione «IMU TASI ENC» per gli anni 2012 e 2013.

E’ stato firmato oggi, 23 settembre 2014, il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 che differisce dal 30 settembre 2014 al 30 novembre 2014 il termine per la presentazione della dichiarazione «IMU TASI ENC» – relativa agli anni 2012 e 2013 – previsto dal comma 2 dell’art. 5 del decreto 26 giugno 2014. Il decreto è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

 

L’Economo Diocesano

(Mons. Pier Emilio Salvadè )

 

Dichiarazione IMU per le Parrocchie e gli Enti Ecclesiastici

Scadenza: 30 settembre 2014

 

Premessa

Il 30 settembre 2014 scadrà il termine per la presentazione della Dichiarazione IMU per le Parrocchie e gli Enti Ecclesiastici. La Dichiarazione ha effetto anche ai fini della TASI.

Due sono, in particolare, gli aspetti su cui bisogna fare particolare attenzione:

  1. tutte le Parrocchie e gli Enti Ecclesiastici che possiedono a qualsiasi titolo almeno un immobile devono presentare la Dichiarazione indipendentemente dal loro utilizzo;
  2. la Dichiarazione deve esse presentata solo ed esclusivamente con modalità telematica. Pertanto, non è possibile consegnare il modello cartaceo al Comune ma è necessario rivolgersi ad un intermediario abilitato (dottore o ragioniere commercialista, CAF, ecc.).

Soggetti tenuti alla presentazione

Sono tenuti alla presentazione della Dichiarazione IMU-TASI tutte le Parrocchie e gli Enti Ecclesiastici:

–          per tutti gli immobili in proprietà, anche se non utilizzati o utilizzati da terzi, anche se totalmente o parzialmente esenti da tassazione;

–          per tutti gli immobili su cui la Parrocchia o l’Ente Ecclesiastico è titolare di un diritto reale (usufrutto, abitazione, uso, superficie, ecc.), ovvero ha la concessione di aree demaniali, o utilizza l’immobile in base ad un contratto di leasing o lo utilizza a titolo di enfiteuta.

 

Dichiarazione

Entro il 30 settembre prossimo va obbligatoriamente presentata una dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2012; ugualmente in via obbligatoria va presentata una seconda dichiarazione, relativa al periodo d’imposta 2013, qualora sussistano i presupposti più sotto precisati.

Le dichiarazioni devono riguardare tutti gli immobili posseduti in ciascun Comune. Quindi devono essere presentate telematicamente tante specifiche dichiarazioni quanti sono i Comuni di competenza nei quali sono ubicati gli immobili posseduti dalla Parrocchia o dall’Ente Ecclesiastico.

 

·         Dichiarazione IMU-TASI 2013 per l’anno d’imposta 2012

Le Parrocchie e gli Enti Ecclesiastici devono presentare la Dichiarazione IMU-TASI 2013, per l’anno d’imposta 2012, prestando attenzione a tutti gli eventi che hanno riguardato gli immobili nell’anno 2012, e pertanto:

–       dichiarare tutti gli immobili (terreni e fabbricati) posseduti al 1° gennaio 2012 anche se inutilizzati o utilizzati da terzi, siano essi imponibili, parzialmente imponibili o totalmente esenti;

–       dichiarare tutte le variazioni intervenute, sia con riferimento alla proprietà o al possesso o alla detenzione (ad esempio vendite, acquisti, permute, costituzione di diritti reali, ecc.), sia con riferimento al mutamento delle attività ivi svolte che hanno comportato nel corso del 2012 il passaggio dalla condizione “esente” a quella “imponibile” o viceversa.

La Dichiarazione IMU-TASI 2013, per l’anno d’imposta 2012, ha effetto anche per gli anni successivi a meno che non si verifichino modifiche della situazione di fatto (ad esempio cambia l’attività svolta nell’unità immobiliare) ovvero nella situazione giuridica (ad esempio viene concesso in locazione un fabbricato prima esente, oppure nei casi di vendita o acquisto, costituzione o estinzione di diritti reali, ecc.).

 

·         Dichiarazione IMU-TASI 2014 per l’anno d’imposta 2013

La Dichiarazione IMU-TASI 2014, per l’anno d’imposta 2013, deve essere presentata nei seguenti casi:

–       quando sono intervenute variazioni rispetto alla situazione oggetto della dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2012, sia con riferimento alla proprietà o al possesso o alla detenzione (ad esempio vendite, acquisti, permute, costituzione di diritti reali, ecc.), sia con riferimento al mutamento delle attività ivi svolte che hanno comportato nel corso del 2013 il passaggio dalla condizione “esente” a quella “imponibile” o viceversa;

–       quando, nell’anno 2013, vi sono state situazioni per cui nella medesima unità immobiliare si sono realizzate sia attività esenti che attività imponibili (cosiddetti “immobili ad uso promiscuo”). Si segnala che solo a partire dall’anno d’imposta 2013 ha rilevanza la condizione di “immobili ad uso promiscuo”, per i quali la tassazione è parziale. In tali casi, qualora nel 2013 si sia proceduto al calcolo IMU in proporzione (attività esenti / attività imponibili), si raccomanda si seguire con particolare attenzione le “istruzioni ministeriali per la compilazione IMU-TASI ENC” (pag. 24 e seguenti).

 

Sanzioni

L’omessa presentazione della Dichiarazione IMU-TASI è sanzionata dal 100% al 200% del tributo dovuto.

 

A tutti si raccomanda di mantenere uno stretto contatto o con l’Ufficio Amministrativo della Curia, che resta a disposizione per ogni chiarimento oppure con i propri commercialisti.

 

Trieste, 16 settembre 2014.

 

 

L’ economo diocesano

(mons. Pier Emilio Salvadè)

 

 

PRINCIPALI AUMENTI 2013

Nota del Vicario Generale.

Dalla bolletta del gas al pedaggio delle autostrade, dall’acqua alle multe, dal canone Rai all’Rc auto. A luglio l’Iva, come preannunciato, passerà dal 21 al 22%. Debuttano altre tre tasse nuove. Scatta da subito l’Ivie, l’imposta che si paga sul valore degli immobili all’estero. A marzo arriva la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie. Ma la tassa protagonista del 2013 sarà la Tares: nuova tariffa sui rifiuti che si preannuncia particolarmente onerosa. Inizieremo a pagarla da aprile sulla grandezza degli immobili ma manderà in pensione la tecchia Tarsu e assorbirà la Tassa di Igiene Ambientale. La pressione fiscale (stando alle stime del governo) salirà dal 44,7% dell’anno appena concluso al 45,3%.

La bolletta del gas Il rincaro sarà dell’1,7%, pari a 22 euro all’anno.

Autostrade Aumenti medi del 2,91%, su rete Aspi del 3,47%.

Aeroporti Le tasse a carico dei passeggeri saliranno in media da 16 a 26,50 euro.

Rifiuti Arriva la Tares, che sostituirà Tarsu e Tia. Secondo i consumatori, si tratterà di un aggravio di 64 euro a famiglia (+25%).

Poste Più cari di 10 centesimi i francobolli per le lettere, e di 30 centesimi per le raccomandate. Il canone annuo del Bancoposta sale da 30,99 a 48 euro.

Rai Il canone passa da 112 a 113,5 euro.

Conti depositoi e buoni postali L’imposta di bollo passa dallo 0,10 allo 0,15%. Esenti buoni postali fruttiferi con rimborso inferiore a 5.000 euro e i fondi pensione.

Acqua La tariffa aumenta di 26 euro l’anno a famiglia.

Multe Più alte le contravvenzioni stradali. Lieviteranno del 5,9%. Ad esempio, il divieto di sosta passa da 39 a 41 euro, l’eccesso di velocità (fra i 10 e i 40 Km all’ora oltre il limite) da 159 a 168. Chi non mette la cintura potrà essere sanzionato con una multa che passa da 76 a 80 euro e se si parla al telefonino mentre si guida si rischia di dover pagare 161 euro (fino a ieri, 152).

Rc Auto Le polizze dovrebbero aumentare del 5%, ossia di 61 euro l’anno.

Infine il riepilogo del costo Trieste Autotrasporti in merito ai biglietti e abbinamenti mensili o annuali: http://www.triestetrasporti.it/index.php?biglietti-e-abbonamenti

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9° CENSIMENTO DELL’INDUSTRIA E DEI SERVIZI 2011
Rilevazione sulle istituzioni non profit

Gli Enti Ecclesiastici coinvolti nel Censimento (file pdf)

 

 

AVVISO PER LE PARROCCHIE 

 

In merito alla richiesta del mese di settembre u.s. dell’ Ufficio Provinciale di Censimento (ISTAT)  e a eventuale sollecito di risposta al questionario preciso che il tutto, solo per le PARROCCHIE, deve intendersi sospeso in attesa di ulteriori comunicazioni da parte della Conferenza Episcopale Italiana. Per gli oratori/centri giovanili e associazioni varie  il modello invece dovrà essere obbligatoriamente compilato.

Trieste, 9 novembre 2012.

                                                                       Il Vicario Generale

 

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NOTA DEL VICARIO GENERALE

 

Dichiarazione IMU 2012 e Censimento ISTAT

 

IMU

Entro il 30 novembre 2012 va presentata la “Dichiarazione IMU” con apposito modello in corso di approvazione.

Tale modello deve essere utilizzato non solo per dichiarare, con riferimento alla data del 01/01/2012, le unità catastali imponibili ma anche le unità catastali esenti: è di tutta evidenza l’importanza della corretta compilazione della dichiarazione IMU.

 

 

ISTAT

Relativamente al questionario ISTAT relativo al Censimento dell’industria dei servizi 2011 – Rilevazione sulle istituzioni non profit rimangono purtroppo ancora incertezze in merito ad alcune domande e ad alcuni dati da indicare e si è in attesa di ricevere puntuali indicazioni dall’ISTAT. Per questo motivo si invita a non procedere per ora alla riconsegna del questionario e a monitorare i comunicati della Diocesi pubblicati sul portale.

Si rammenta che per la presentazione all’Ufficio Provinciale di Censimento (UPC) o per l’inoltro telematico si ha tempo sino al 20 dicembre 2012.

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IMU 2012

Nota del Vicario Generale

 

Carissimo Signor Parroco,

con riferimento alla nuova normativa ed in particolare ai D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, art. 13; D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, art. 91bis; D.L. 2 marzo 1012, n. 16, art. 4, le parrocchie e gli altri enti ecclesiastici (fondazioni, associazioni, ecc.) sono esenti dall’imposta IMU per gli immobili posseduti ed utilizzati direttamente per lo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché per le attività di religione e di culto di cui all’art. 16 lettera a) della L. 20 maggio 1985, n. 222 (dirette cioè all’esercizio del culto, alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi ed all’educazione cristiana … festicciole sporadiche o riunioni di associazione che non pagano tariffe vere e proprie…).

Attenzione particolare dovrà essere usata nel concedere o nell’usufruire dei nostri campetti di calcio, pallavolo, palestre, locali per il mini/bar.

Per comprendere la differenza tra attività svolte con modalità non commerciali da quelle commerciali, il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la circolare n. 2/DF del 26 gennaio 2009 ricorda anzitutto che un’attività o è commerciale o non lo è, non essendo possibile distinguere una terza categoria di attività.

Considerando allora le specifiche modalità di svolgimento di tali attività, esse non sono commerciali quando sono assenti gli elementi tipici del mercato quali la finalità lucrativa e la libera concorrenza e rispondono a bisogni socialmente rilevanti della collettività; gli eventuali avanzi di gestione devono essere reinvestiti a sostegno delle attività medesime. Interpretazione questa confermata dall’intervento del 27 febbraio 2012 del Presidente del Consiglio alla Commissione Industria del Senato, con particolare riguardo all’attività didattica delle scuole paritarie.

Per i fabbricati soggetti a tutela ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004 (che abbiano più di 70 anni), la base imponibile è ridotta al 50%.

Resta fermo l’assoggettamento all’ IMU delle seguenti categorie:

– Immobili affittati, dati in uso o sfitti;

– Immobili dichiarati inagibili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale si trovano in queste condizioni (imponibile ridotto al 50%);

– Terreni, coltivati o non, ad eccezione di quelli che ricadono in aree montane o di collina come da elenco individuato alla circolare n.9 del 14 giugno 1993.

Il primo pagamento IMU doveva essere effettuato entro il 18 giugno in misura pari al 50% dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base e le detrazioni previste dall’art. 13 del D. L. n. 201/2011, mentre la seconda rata dovrà essere versata entro il 17 dicembre 2012 a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio della prima rata.

A tutt’oggi rimaniamo in attesa di ulteriori specifiche dei Decreti Ministeriali Attuativi.

Un aiuto concreto al pagamento dell’IMU può essere offerto dai vostri Commercialisti che allo scopo ho incontrato ieri sera in curia ( Miccoli, Biagini/Valentincic/Canale)

La saluto cordialmente nel Signore.

Mons. Pier Emilio Salvadè