Regolamentazione del suono delle campane

In merito alla regolamentazione del suono delle campane si fa riferimento alla Circolare n. 33 dd. 10.05.2002, emessa dal Comitato per gli enti e i beni ecclesiastici – Sezione I della CEI.

La circolare assieme all’indicazione dell’Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 Triestina del 1996 sono state recepite nella nota diocesana rivolta ai Parroci del 20.06.2002, con l’indicazione di rispettare gli scopi e gli orari consentiti per il suono delle campane. In particolare riguardo gli orari l’indicazione è di limitare l’utilizzo, nella normale prassi quotidiana, all’orario diurno 7-21.

 

Dalla nota diocesana del 20 giugno 2002.

 

Di fatto, l’unica indicazione circa le campane dal punto di vista liturgico si trova nel Rituale romano del Benedizionale promulgato dalla Conferenza Episcopale Italiana il 9 giugno 1992. Nel cap. XLIX, intitolato “Benedizione delle campane”, tra le premesse, al n. 1455, si ricorda: «Risale all’antichità l’uso di ricorrere a segni o a suoni particolari per convocare il popolo cristiano alla celebrazione liturgica comunitaria, per informarlo sugli avvenimenti più importanti della comunità locale, per richiamare nel corso della giornata a momenti di preghiera, specialmente al triplice saluto alla Vergine Maria. La voce delle campane esprime dunque in certo qual modo i sentimenti del popolo di Dio quando esulta e quando piange, quando rende grazie o eleva suppliche, e quando, riunendosi nello stesso luogo, manifesta il mistero della sua unità in Cristo Signore».

 

Occorre poi ricordare quanto disposto circa il significato liturgico ed ecclesiale del suono delle campane nella Nota pastorale “La progettazione di nuove chiese”, pubblicata dalla Commissione episcopale per la liturgia della Conferenza Episcopale Italiana il 18 febbraio 1993: nel n. 22 si raccomanda che «nella progettazione [di nuove chiese], si prevedano la collocazione e l’uso delle campane per la loro tradizionale funzione di richiamo, di festa e comunicazione sonora» (Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana, 1993, 51-67).

 

Per la nostra Diocesi c’è una raccomandazione data all’Autorità civile della Provincia di Trieste dall’Azienda per i Servizi Sanitari dell’11 novembre 1996, che pur non essendo normativa interpreta ed applica le norme vigenti in materia di inquinamento acustico. Di tale raccomandazione si riporta la parte conclusiva. «… Nel rilevare come il suono delle campane svolga una funzione di comunicazione e di richiamo per i fedeli e più in generale per la cittadinanza, si ritiene che lo stesso possa essere paragonato, ai fini dell’applicabilità delle norme suddette, ai sistemi di allarme. Si raccomanda pertanto di porre in essere le indicazioni e cautele atte a contenere il tempo di emissione sonora delle campane delle singole chiese, nella normale prassi quotidiana, entro un massimo di 15 minuti nella giornata, dato che non può essere modificato il livello sonoro di emissione delle campane. Nel caso in cui il suono venga emesso tramite altoparlanti, si ritiene invece opportuno che anche il livello sonoro di emissione venga per quanto possibile ridotto. Le presenti raccomandazioni hanno valenza generale, e non intendono limitare tradizioni locali consolidate né riguardare eventi eccezionali».