lavoro-2019

Celebrazione eucaristica per il mondo del lavoro

DIOCESI DI TRIESTE

SANTA MESSA PER IL MONDO DEL LAVORO

+ Giampaolo Crepaldi

Sant’Antonio Taumaturgo, 1 maggio 2019

 

Distinte Autorità, carissimi fratelli e sorelle, predragi bratje in sestre,

1.        In occasione del 1 maggio – giorno dedicato al mondo del lavoro e ai suoi problemi – la Chiesa ci invita a pregare e a onorare la figura di san Giuseppe Lavoratore, che fu scelto dal Padre celeste per custodire i suoi tesori più preziosi: Gesù e Maria. Dalla lettura dei Vangeli emerge che san Giuseppe fu uomo particolarmente silenzioso, un silenzio reso prezioso dalla fede, dall’obbedienza e dalla disponibilità ad accompagnare nella crescita il suo figlio Gesù. Lo scaldò quando, appena nato, fu posto nella povera mangiatoia della stalla di Betlemme; lo mise in salvo in Egitto quando Erode lo cercava per ucciderlo; si preoccupò quando dodicenne si era fermato nel tempio a discutere con i dottori della legge; gli insegnò il lavoro di falegname; lo aiutò con Maria a crescere in sapienza, età e grazia. Morì probabilmente poco prima che Gesù iniziasse la sua missione pubblica, spirando santamente tra le sue braccia. Papa Francesco lo ha descritto come uomo forte, coraggioso, lavoratore e, nello stesso tempo, tenero e pieno di amore. È in questa singolare e stimolante prospettiva che la Chiesa propone san Giuseppe come modello per ogni lavoratore e pone il mondo del lavoro sotto la sua potente protezione.

2.        Carissimi fratelli e sorelle, predragi bratje in sestre, anche la nostra Chiesa diocesana in questa giornata dedicata ai lavoratori si rivolge a san Giuseppe, pregandolo di assisterla nella sua missione di annunciare il Vangelo del lavoro. Per questa circostanza, la Commissione diocesana per i problemi sociali e il lavoro – che ringrazio di cuore – ha reso pubblico un significativo documento dove sottolinea, con papa Francesco, il valore del lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale, con il quale l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita (Cf. Evangelii gaudium n.192).  Purtroppo, anche nel nostro territorio la Commissione registra delle profonde crisi occupazionali e invita le Istituzioni e tutta la comunità civile ad operare affinché sia i giovani sia coloro che hanno perso il lavoro siano aiutati e abbiano così la possibilità di vivere nella società con dignità ed eguali diritti. Il lavoro, infatti, riguarda direttamente la persona, la sua vita, la sua libertà e la sua felicità. Da qui deriva che il lavoro non ha soltanto una finalità economica e di profitto, ma soprattutto una finalità che interessa l’uomo e la sua dignità. Il vero tesoro di una comunità, e quindi della nostra Città, è dato dalle capacità, dalle competenze e dall’impegno a contribuire al progresso civile e dalla capacità di cooperare dei propri cittadini. Se si saprà preservare e arricchire questo tesoro si riuscirà anche a vincere la sfida della dignità del lavoro di oggi e del futuro.

3.        Cari fratelli e sorelle, predragi bratje in sestre, in questo primo giorno di maggio, alla memoria di san Giuseppe vogliamo associare quella della sua sposa Maria, alla quale la pietà popolare dedica questo mese. Nell’enciclica Mense Maio del 1965, san Paolo VI indica maggio come “il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia”. “Maria – scrive ancora papa Montini – è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso”. Celebrare il mese di maggio pregando Maria, soprattutto con la recita del Santo Rosario, significa rivolgersi a Colei che più da vicino vive con il Signore e mentre a noi parla di Lui, a Lui parla di noi. La preghiera del Rosario è stata sempre amata dai santi. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori faceva dipendere la salvezza della sua anima da questa pratica. San Pio da Pietrelcina recitava incessantemente il rosario. Con la corona tra le mani, vogliamo anche noi pregare la Madonna, implorandola di proteggere il mondo del lavoro, le nostre famiglie e la nostra Città.