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Lettera ai fratelli e alle sorelle in carcere per la Pasqua

DIOCESI DI TRIESTE

Lettera ai fratelli e alle sorelle in carcere per la Pasqua

 

Carissimi fratelli e sorelle detenuti, carissimi tutti che operate all’interno del carcere!

A causa dell’epidemia da coronavirus, anche per la Santa Pasqua di quest’anno non potrò venire a trovarvi e celebrare la Santa Messa nella vostra cappella. Per colmare la dolorosa lontananza e il mancato incontro, vi mando questa breve lettera per parteciparvi una parola di consolazione che raggiunga il vostro cuore, parola che volentieri estendo al Direttore, al Comandante, a tutto il personale, al cappellano padre Silvio e ai volontari. A tutti e a ciascuno giunga l’augurio della Pasqua: Alleluia! Cristo è risorto! Con la sua risurrezione il Signore Gesù è vicino a ciascuno di voi, presente nell’intimo del vostro essere, desideroso di fare nuova la vostra vita. Con la sua risurrezione il Signore Gesù ha fatto vincere il bene sul male, la vita sulla morte, l’amore sull’egoismo, la fraternità sulle divisioni, la giustizia sulla ingiustizia, la pace sulla violenza. La risurrezione di Gesù è la sorgente di ogni speranza che ci consente di vedere, al di là delle tenebre che qualche volta si impadroniscono della nostra vita, la luce di un’esistenza libera e piena di futuro. Consegnate a Cristo le vostre vite e le attese più intime dei vostri cuori; pregatelo con fiducia, sapendo che Lui esaudisce sempre chi lo invoca con animo sincero; offrite a Lui le vostre sofferenze affinché giunga a termine questa dolorosa stagione di pandemia che sta mettendo a dura prova anche voi. Ricordate anche me nelle vostre preghiere. Da parte mia vi assicuro che chiederò al Cristo risorto di concedervi la grazia di riprendere quanto prima il vostro posto nella società, nel mondo del lavoro e nelle vostre amate famiglie. Vi auguro una buona Pasqua, vi benedico e vi affido alla materna protezione della Madonna della Salute.

✠ Giampaolo Crepaldi

Trieste, 4 aprile 2021, Pasqua di Risurrezione