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Domenica delle Palme

DIOCESI DI TRIESTE

Domenica delle Palme

+ Giampaolo Crepaldi

Cattedrale di San Giusto, 9 aprile 2017

 

Carissimi fratelli e sorelle,

1.        Con la processione delle Palme e con la lettura del Vangelo della Passione (cf. Mt cap. 26 e 27), la Chiesa inizia la Settimana Santa, celebrando due momenti della vita di Gesù tra loro vicinissimi eppure contrastanti. Con la processione delle Palme ricorda il suo trionfale ingresso a Gerusalemme tra la folla osannante; con la proclamazione del Vangelo ripropone gli eventi tragici della sua indicibile passione e morte. Questa domenica quindi ci consente di entrare negli ultimi giorni della vita terrena di Gesù che ci vengono proposti con l’uso di un duplice registro: quello della gloria e quello della sconfitta. La gloria nell’ingresso a Gerusalemme; la sconfitta nella crocifissione. In genere si afferma per crucem ad lucem; nel caso di Gesù, però, si avvera il contrario: per lucem ad crucem. Nel sacrificio di Cristo in croce è l’intera vicenda dell’umanità che viene riassunta: eterno è l’amore di Dio in Gesù per noi uomini; fragile e traditore è il nostro amore, di discepoli, per il Signore creatore e redentore. Ma nonostante tutto questo, l’amore di Dio resta in eterno, fonte perenne di consolazione e di speranza. Solo il suo amore salva!

2.        Carissimi fratelli e sorelle, in questa Domenica delle Palme celebriamo anche, in comunione con tutta la Chiesa universale, la XXXII Giornata Mondiale della Gioventù. Nel suo Messaggio, Papa Francesco ha invitato i giovani a non vivere “alla giornata, senza un progetto”, lasciandosi fuorviare da una “falsa immagine della realtà”, ma a decidere il proprio futuro. Voglio qui ricordare che il prossimo appuntamento mondiale, dopo quello celebrato la scorsa estate a Cracovia, è previsto per il 2019 a Panama. “Al termine della GMG di Cracovia – scrive il Santo Padre – ho indicato la prossima meta del nostro pellegrinaggio che, con l’aiuto di Dio, ci porterà a Panama nel 2019. Ci accompagnerà in questo cammino la Vergine Maria, colei che tutte le generazioni chiamano beata (cf. Lc 1,48). Il nuovo tratto del nostro itinerario si ricollega al precedente, che era centrato sulle Beatitudini, ma ci spinge ad andare avanti. Mi sta a cuore infatti che voi giovani possiate camminare non solo facendo memoria del passato, ma avendo anche coraggio nel presente e speranza per il futuro”.  Questo camminare dei giovani diventa significativo se è un camminare con Gesù e seguendo Gesù, un camminare pieno di fede, di speranza e di carità.