bullesi

In ricordo del Venerabile Egidio Bullesi

DIOCESI DI TRIESTE

IN RICORDO DEL VENERABILE EGIDIO BULLESI

+ Giampaolo Crepaldi

Santuario Monte Grisa, 1 settembre 2019

 

Carissimi fratelli e sorelle,

1.           Sono particolarmente lieto di celebrare questa santa Eucaristia in devoto ricordo di Egidio Bullesi che, con l’esemplarità della sua vita e con l’eroicità nella pratica delle virtù riconosciuta dalla Chiesa nel 1997, è riuscito nel tempo a raccogliere attorno alla sua amata figura di cristiano tanti estimatori e discepoli, alcuni dei quali sono qui presenti. Sono veramente molti gli aspetti della vita di questo giovane che attirano la nostra attenzione, sollecitando anche la nostra devozione e, soprattutto, l’accoglienza dei suoi insegnamenti. Nacque nel 1905 e morì nel 1929: una vita breve, ventiquattro anni, vissuta in un periodo storico complesso e difficile, ma tutta segnata da una scelta di fondo: quella di essere tutto di Dio, quella di fare tutto per Dio. È in questa singolare prospettiva spirituale che possiamo compendiare la vita del venerabile Egidio Bullesi, perché fu Dio, amato sopra ogni cosa, l’energia e la forza che alimentarono la sua breve e giovane esistenza.

2.           Carissimi fratelli e sorelle, alcuni aspetti della vita del venerabile Bullesi risultano poi particolarmente ricchi di profondi insegnamenti anche per la nostra vita. In primo luogo, ci insegna a vivere seguendo una stella. Da bravo marinaio era solito ripetere: “La mia vita segue una stella”. Di che stella si trattava? Egidio Bullesi guardava costantemente al Vangelo e a Maria, le due stelle della sua vita. Così deve essere anche per noi. In secondo luogo, ci insegna ad affrontare con coraggio e fiducia le avversità della vita. Il nostro Venerabile, ancora bambino, dovette fare i conti con discriminazioni, angherie, fame e disperazione. Eppure non si perse d’animo: cercò lavoro, cominciò a studiare e, in un contesto sociale torbido e doloroso, riuscì anche a portare Gesù nel posto di lavoro per farlo conoscere e farlo amare. In terzo luogo, ci insegna ad amare la Chiesa con una dedizione totale. Egli fu tutto preso da un irrefrenabile desiderio di annunciare e testimoniare la fede cristiana; prese parte alle attività del Terz’Ordine francescano e della Conferenza di San Vincenzo; operò come catechista e animatore caritativo; diede vita all’Azione Cattolica e alla Gioventù Cattolica. Con impareggiabile dedizione, spesso affermava: “Sento che è necessario infiammare i giovani e avviarli all’apostolato”.

3.           Carissimi fratelli e sorelle, c’è un ultimo aspetto della testimonianza del venerabile Egidio Bullesi che desidero sottolineare, perché rappresenta un invito quanto mai attuale e necessario sia per la Chiesa sia per il mondo. Si tratta della grande lezione che ci lasciò sulla gioia cristiana. Affermava: “Questa vita è tanto bella e quindi perché rattristarci? Allegria, sempre allegri, ma nel Signore”. Queste mirabili parole riecheggiano la spiritualità di san Francesco, santo amatissimo dal nostro Venerabile. Infatti, il Santo di Assisi, pur nella spogliazione estrema, ormai quasi cieco, poté cantare l’indimenticabile Cantico delle creature, la lode di frate sole, della natura intera, divenuta per lui come trasparente, specchio immacolato della gloria divina, e perfino la gioia davanti alla venuta di sora nostra morte corporale. Quella del venerabile Bullesi è stata una vita intensa, tutta spesa in un gioioso e appassionato slancio di amore per Dio e per il prossimo, ben espressa da questa sua affermazione: “Se vivo, Gesù è la mia felicità. Se muoio, vado a godere il mio Gesù”. Nella devota considerazione della figura del venerabile Egidio Bullesi, vogliamo invocare la Vergine Maria, pregandola di sostenere, con la sua materna protezione, la nostra volontà di ripercorrere la strada della sua esemplare santità di vita.