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La terza edizione del Messale

 
 

Terza edizione del Messale



Carissimi sacerdoti, diaconi, consacrati e consacrate, fedeli laici in Cristo!
1. In questo mese di settembre, il Messale, rinnovato nella sua terza edizione, arriverà nelle nostre parrocchie e, per decisione unanime dei Vescovi della CET dovrà entrare obbligatoriamente in uso all’inizio del nuovo Anno liturgico, cioè la prima domenica di Avvento, il prossimo 29 di novembre. Il 28 agosto scorso, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in dono la prima copia dalle mani del Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, ha sentitamente ringraziato e sottolineato l’importanza del lavoro svolto in fedeltà al Concilio Vaticano II. Da parte sua il Cardinale ha affermato che “Il Messale non è soltanto uno strumento liturgico, ma un riferimento puntuale e normativo che custodisce la ricchezza della tradizione vivente della Chiesa, il suo desiderio di entrare nel mistero pasquale, di attuarlo nella celebrazione e di tradurlo nella vita. La riconsegna del Messale diventa così un’occasione preziosa di formazione per tutti i battezzati, invitati a riscoprire la grazia e la forza del celebrare, il suo linguaggio – fatto di gesti e parole – e il suo essere nutrimento per una piena conversione del cuore”. Nella prospettiva delineata dal Card. Bassetti, la riconsegna del Messale diventa un’opportunità pastorale di catechesi e formazione liturgica che va colta anche dalla nostra Chiesa diocesana, tenendo sempre presente che non abbiamo a che fare con un nuovo Messale, ma con la terza edizione dello stesso.

2. Il Messale nella sua terza edizione presenta alcune rilevanti novità che mi permetto di richiamare, segnalando quelle più significative per le modifiche apportate nell’uso delle parole e dei gesti:
– l’uso diffuso della locuzione «fratelli e sorelle» (al Confesso a Dio, all’Orate fratres offertoriale, nel ricordo dei defunti nelle Preghiere eucaristiche);
– le note modifiche al Gloria («e pace in terra agli uomini amati dal Signore») e alla Preghiera del Signore («non abbandonarci alla tentazione» e «come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori»);
– l’uso delle invocazioni Kyrie, eleison – Christe, eleison soppianta quello del Signore, pietà – Cristo, pietà (anche nelle forme tropate);
– il testo dei riti di comunione più conforme all’originale latino («Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell’Agnello»);
– l’aggiunta delle due Messe vigiliari dell’Ascensione del Signore e dell’Epifania del Signore;
– un’attenta revisione della traduzione di tutte le Preghiere Eucaristiche che aiuta maggiormente a cogliere la dinamica letteraria, espressiva di profonde verità di fede; la collocazione delle Preghiere eucaristiche per la Riconciliazione e quelle del Canone Romano-Svizzero (Va,b,c,d) non in una sezione esterna al Messale ma in appendice all’Ordo Missæ;
– l’inserimento delle melodie per il celebrante (vescovo o presbitero) nel corpo dei testi dell’Ordo Missæ;
– la rivistazione del Rito della Messa a cui partecipa soltanto un ministro;
– l’aggiornamento del Proprio dei Santi, recentemente inseriti nel Calendario Generale; in continuità con questo arricchimento sono stati aggiunti un prefazio per i martiri, due prefazi per i santi pastori e due per i dottori della Chiesa;
– proposta di nuova rubrica alla Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo, che precisa la modalità del servizio di un Ministro Straordinario della Comunione: “Dopo la comunione dei fedeli, se al termine della celebrazione la santa comunione è portata agli infermi, il sacerdote dalla mensa dell’altare consegna l’Eucaristia ai diaconi o agli accoliti o ad altri ministri straordinari”;
– una nuova formula di congedo arricchisce i riti di conclusione.

3. Con l’uso del Messale nella sua terza edizione sarà doveroso programmare contestualmente, soprattutto ad opera dell’Ufficio diocesano per la liturgia, un’opera di informazione per conoscerne meglio le caratteristiche e le peculiarità e, nello stesso tempo, per mettere in campo tutte quelle iniziative necessarie per la formazione liturgica rivolte ai sacerdoti, ai diaconi, ai consacrati/e, a tutti i fedeli. Un aspetto particolare che dovrà essere curato sarà quello del canto e dei cori. Il Messale, rinnovato e arricchito, resta il punto di riferimento ordinario e normativo della celebrazione eucaristica. Esso, aiutandoci a celebrarla degnamente, sarà un formidabile strumento di formazione e di catechesi, nella convinta consapevolezza che la migliore catechesi sull’Eucaristia è la stessa Eucaristia ben celebrata. Il culto liturgico non è anzitutto una dottrina da comprendere o un rito da compiere; è naturalmente anche questo, ma è, nella sua essenza, una sorgente di vita e di luce per il nostro cammino di fede come figli di Dio e come suo popolo.

Colgo l’occasione per assicurare a tutti la mia preghiera e benedizione e per augurare ogni bene nel Signore Gesù.

✠ Giampaolo Crepaldi