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STORIA

Sante Eufemia e Tecla, vergini e martiri


† 17 novembre 256

Memoria: 17 novembre

Le sante Eufemia e Tecla sono ricordate con una memoria il 17 novembre. Secondo la passio esse subirono il martirio sotto l’impero di Valeriano e Gallieno, il 17 novembre 256.

Appartenevano a una illustre famiglia: i genitori, Demetrio e Epifania, fin dalla nascita le avevano educate alla fede cristiana. Rimaste orfane di padre e giunte in età da marito, Eufemia fu chiesta in moglie da Alessandro, un uomo ricco di fede pagana. Al rifiuto di Eufemia, Alessandro si vendicò denunciandola come cristiana al governatore di Trieste, Questilio. Fu arrestata e, saputo da lei che anche la sorella era cristiana, il governatore sottopose entrambe alle consuete crudeli torture; alla fine, constatando che le due vergini non avrebbero mai abiurato, le condannò alla decapitazione, che fu eseguita fuori le mura della città in presenza della madre.

Epifania aveva steso un lenzuolo davanti al patibolo e raccolto così il sangue delle figlie: tale reliquia ella custodì gelosamente nella sua casa, che la tradizione triestina vuole ubicata dove oggi sorge la chiesa di San Silvestro. Effettivamente, recenti scavi archeologici, hanno riportato alla luce resti di case romane.

Gli storici moderni ritengono la passio priva di attendibilità e piuttosto identificano le due Sante con le omonime orientali, Eufemia di Calcedonia e Tecla di Nicomedia, il cui culto fu importato ad Aquileia insieme a quello di Dorotea e Erasma. La tradizione aquileiese fece poi delle quattro martiri orientali il gruppo delle vergini aquileiesi. Evidentemente anche la chiesa tergestina partecipò a questo processo di “adozione”.

In onore di Eufemia e Tecla fu dedicata dal Vescovo di Trieste, Antonio Santin, una moderna chiesa nella località di Grignano.