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80° anniversario del martirio del beato don Francesco Bonifacio


DIOCESI DI TRIESTE


80° anniversario del martirio del beato don Francesco Bonifacio

Presentazione delle iniziative diocesane
e aggiornamenti sulle ricerche riguardanti il luogo della sepoltura dei resti mortali del beato don Francesco Bonifacio


In vista della celebrazione dell’80° anniversario del martirio del beato don Francesco Bonifacio, la cui memoria liturgica si celebra l’11 settembre, la Chiesa di Trieste vuole fare riscoprire la sua figura di sacerdote, zelante nel suo ministero per costruire la comunità di fede attraverso i sacramenti e l’educazione dei giovani, che ha voluto rimanere nonostante le difficoltà accanto alla sua gente e ha saputo testimoniare nella semplicità e nella quotidianità la sua fedeltà al Vangelo fino alla morte.
Volevano eliminarlo ed eliminare la sua memoria facendone sparire anche il corpo, perché rappresentava un ostacolo per l’ideologia comunista che voleva allontanare il senso religioso dal cuore della gente, eppure la sua memoria è straordinariamente viva ancora oggi ed è un modello di fede, di spiritualità e di riconciliazione.
Sono state presentate alla stampa le iniziative che la Diocesi ha organizzato, con il fattivo contributo del gruppo “Amici di don Francesco Bonifacio” dell’Azione Cattolica triestina, per commemorare questo anniversario e che vedranno coinvolte le comunità cattoliche di Italia, Slovenia e Croazia, in un percorso condiviso di memoria, fede e riconciliazione, nel segno della testimonianza del Beato don Bonifacio. Mons. Trevisini, Vicario generale, ha voluto sottolineare come don Francesco abbia conformato la sua vita a Cristo e, come la morte e la resurrezione di Cristo hanno donato a noi la speranza, così il martirio di don Francesco ci aiuta ancor oggi nella nostra fede, nella testimonianza e nella sua trasmissione ed è modello e ispirazione per i giovani e i sacerdoti. Molti si affidano alla intercessione del beato don Bonifacio, in particolar modo per confermarsi nella testimonianza della fede e chiedere la grazia della fedeltà al Vangelo.

Numerose sono già state le iniziative editoriali e gli incontri di presentazione della figura del beato e della sua spiritualità, non solo a Trieste ma anche in Regione, in Slovenia e Croazia.
Numerosi anche i pellegrinaggi sui luoghi del beato, con l’identificazione di un cammino che già molti gruppi specialmente di giovani hanno percorso.
Tra gli appuntamenti il principale sarà quello della Santa Messa, venerdì 11 settembre alle ore 18.00, nella Cattedrale di San Giusto, presieduta dal Vescovo mons. Enrico Trevisi. In contemporanea la Santa Messa sarà celebrata da mons. Ivan Štironja, Vescovo di Parenzo Pola, a Crassiza e da mons. Peter Štumpf nella cattedrale di Capodistria.
Sabato 12 settembre è previsto poi il pellegrinaggio diocesano guidato dal Vescovo Enrico sui luoghi del martirio dei beati don Francesco Bonifacio e don Miroslav Bulešić. Alla Santa Messa a Crassiza parteciperà il Vescovo di Parenzo Pola, dopo la celebrazione ci sarà la benedizione dei lavori di restauro della canonica che verrà intitolata a don Bonifacio e conserverà una collezione di memorie del beato. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare il Servizio pellegrinaggi diocesano.
Tornando al 10 settembre, vigilia del martirio, alle ore 19.30 nella sede dell’AC in via Diaz, 4 si terrà la presentazione del libro curato da Mario Ravalico Vita e martirio di un uomo di Dio e del libro sul Sentiero Beato Bonifacio curato da Diego Masiello.
Giovedì 24 settembre, alle ore 17 a Pirano, il Vescovo mons. Enrico Trevisi, assieme al Vescovo di Capodistria mons. Peter Štumpf benediranno le vetrate del Battistero dedicate al beato don Francesco, opera dell’artista slovena Mira Ličen.

Giovedì 22 ottobre, a Pirano presso la Comunità degli italiani, si terrà un Seminario di Studio su don Francesco Bonifacio e il contesto sociale politico e religioso in cui avvenne il suo martirio, organizzato dal Centro di Cultura italiana “Carlo Combi” di Capodistria, con la partecipazione di studiosi provenienti da Italia, Slovenia e Croazia.
Due le iniziative promosse dal Ministero dell’Istruzione e del Merito: martedì 22 settembre, a Genova, il seminario nazionale di formazione dei docenti sui temi del confine orientale, promosso assieme a Federesuli e, in ottobre, il seminario nazionale a Pisa sulla vicenda di don Francesco Bonifacio.
Segnaliamo poi l’istituzione di una borsa di studio intitolata al beato don Francesco Bonifacio per sostenere un alunno del Seminario interdiocesano “San Cromazio di Aquileia”.
Ad inizio ottobre si terrà, infine, un concerto musicale presso il Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, in memoria del Beato Francesco Bonifacio, organizzato dall’Anvgd.

Mario Ravalico, incaricato per la Diocesi di Trieste presso le Autorità civili che svolgono le indagini relative al beato don Francesco Bonifacio, ha illustrato gli sviluppi delle indagini storiche e documentali condotte negli ultimi anni, in particolar modo quelle riguardanti il luogo della sepoltura dei resti mortali del beato don Francesco Bonifacio, offrendo un quadro aggiornato del lavoro svolto e delle prospettive future.

Non esistono testimoni oculari del martirio, oltre chiaramente ai tre responsabili, e ciò rende particolarmente difficile la ricostruzione dei fatti. La famiglia del beato e mons. Giuseppe Rocco, che fu forse l’ultima persona a incontrare don Francesco, mai hanno smesso di fare ricerche. Nei documenti ufficiali si parla di cinque ipotesi sul luogo di sepoltura: la foiba dei Martinesi, le rive del Quieto, il bosco di Levade, sotto i resti di lavorazione della campagna e il cimitero di San Vito.
Nel corso degli anni emerse anche una testimonianza scritta nell’archivio parrocchiale di un possibile occultamento del cadavere in un terreno, che è stato successivamente sondato senza dare frutto.
Nel 2011 il Parlamento croato promulga una legge sul ritrovamento e la degna sepoltura delle vittime del regime comunista jugoslavo, che pone le basi giuridiche per riprendere e intensificare la ricerca anche del corpo di don Francesco. Da quel momento la Polizia ha riaperto un fascicolo.
A seguito delle ricerche di alcuni speleologi nella foiba dei Martinesi effettuate nel 2014, nel 2020 la Polizia avvia una ispezione e recuperano dei resti umani che poi sono stati sottoposti ad indagini necroscopiche e del Dna.
A marzo 2026, l’Ambasciatore a Zagabria ha emesso una importante nota verbale al Ministero degli Esteri della Croazia per chiedere di intensificare le indagini relative a don Francesco Bonifacio.
Molte ricerche archivistiche sono state condotte in Italia a Trieste, in Croazia a Pisino, Fiume e Zagabria, in Slovenia a Capodistria e Lubiana. Sono stati poi scandagliati gli archivi parrocchiali a Grisignana, dove sono indicati i nominativi dei tre esecutori materiali del delitto. Alcune informazioni sulla dinamica dei fatti sono state assunte, ma nulla riguardo il luogo di sepoltura.
Un tentativo è stato fatto di avere accesso agli archivi di Belgrado, anche attraverso il Console Generale di Serbia a Trieste, ma la ricerca per ora non ha dato esito. Ora l’Ambasciatore italiano a Belgrado ha emesso una nota verbale al Ministero degli Esteri serbo, chiedendo formalmente l’accesso a tutti gli atti di tutti gli archivi, compreso quello militare, relativi alla vicenda di don Francesco. Ulteriori pressioni sono state fatte attraverso la Nunziatura apostolica a Zagabria.
Atre ricerche sono state avviate presso gli archivi Vaticani: quello generale e quello della Segreteria di Stato. Altre ricerche presso l’Ufficio Zone di confine presso il Consigli dei Ministri a Roma, istituito nel 1946 ad opera di Giulio Andreotti.
Un ultimo percorso è quello con gli archivi inglesi, che già hanno dato risultati nel caso di p. Placido Cortese.
Nel 2024, una signora anziana di Trieste, originaria di una frazione di Grisignana, sottoscrive una dichiarazione in cui riferisce di una testimonianza indiretta di uno degli esecutori del delitto da cui si desume che il corpo di don Francesco sarebbe stato sepolto di nascosto nel cimitero di San Vito sotto una bara, senza dare altre indicazioni. La testimonianza è stata consegnata alla Procura di Pola che ha avviato le inchieste e i sondaggi nel cimitero. La prima sessione di scavo si è conclusa senza esito, ma la Procura ha dato mandato di continuare le ricerche.
Tutte queste ricerche hanno dato comunque il frutto prezioso di riallacciare contatti tra tre popoli – italiano, sloveno e croato – che assieme hanno cura della memoria di don Francesco Bonifacio e hanno interesse a ricostruire la verità storica non solo di questo caso, ma di tutta la questione del confine orientale. Don Francesco Bonifacio è davvero il beato che unisce tre popoli.