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La Madonna di Fatima da Monte Grisa a Trieste città


DIOCESI DI TRIESTE


Santa Messa in occasione dell'arrivo della statua della Madonna di Fatima


✠ Enrico Trevisi


Sant'Antonio Taumaturgo, 5 settembre 2026



Cari fratelli e sorelle, dragi bratje in sestre,

Maria ci accompagna in ogni momento della nostra vita. Così ci insegna la tradizione cristiana e la devozione popolare. E anche noi qui riuniti nel guardare a Maria che a Fatima di nuovo ha portato un messaggio di forte perché il Vangelo fosse preso sul serio; sia nell’aspetto della conversione che appartiene a ciascuno di noi; sia per quell’annuncio lieto che Dio è il nostro Salvatore e possiamo guardare al futuro – tramite Gesù e il Cuore Immacolato di Maria – pieni di speranza. Il male è vinto. L’amore di Dio vince il male e il peccato che ci porta a scelte di morte.

Conversione, penitenza, preghiera (soprattutto la recita del rosario), offerta delle nostre piccole e grandi sofferenze in riparazione dei nostri peccati e per amore di Gesù e di Maria… sembrano cose arcaiche, sorpassate. In realtà esse dicono di una vita nella quale a prevalere è l’amore di Dio, da noi accolto e fatto diventare lo stile delle nostre relazioni. Bene ci hanno guidato le letture di oggi. Esse ci invitano a guardare con fiducia a Dio e ad assumerci l’onere anche della correzione fraterna. Tutti sbagliamo, ma è segno d’amore quando con carità e umiltà sappiamo aiutarci a ritrovare la via del bene, la via della giustizia.

San Paolo arriva a d esortare che l’unico debito che dobbiamo avere è l’amore vicendevole. Tutti siamo chiamati a interrogarci e poi a convertirci su questo: amarci reciprocamente. Quanto amore c’è nelle relazioni dentro le nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle corsie degli ospedali, tra vicini di casa, nelle nostre scuole… San Paolo dice con enfasi che chi ama ha adempiuto la Legge, cioè tutte le prescrizioni che Mosè aveva lasciato per il popolo di Israele.

«Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai», e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità. (Rom 13,9-10).

Non è facile vivere la carità, quella vera, quella di Cristo. Tante dimensioni della vita sono sottoposte a paure, angosce, polarizzazioni ideologiche che portano a semplificare: pensiamo a temi complessi come quello degli stranieri, oppure della difesa della vita dei nascituri (cioè a come viene banalizzata la questione dell’aborto: e in alcuni Stati degli Stati Uniti fino a nascita parziale, cioè fino al momento della nascita). E da ultimo anche sul tema del suicidio assistito. A noi appartiene non procurare la morte ma stare vicino a chi soffre. Come Maria ai piedi della Croce. Da Lei impariamo ad amare, a fare compagnia, anche quando una persona sta soffrendo e a non abbandonarla alla solitudine. Quanta frenesia nel voler regolamentare lo pseudo diritto al suicidio e quanta poca passione nell’evitare che le persone malate siano sole e abbandonate, dentro circuiti burocratici che le fanno soffrire ancora di più perché non ci si sente persone rispettate e amate, ci si sente invece ridotti a pratiche burocratiche.

Noi guardiamo a Maria e chiediamo a Lei la capacità di vivere il Vangelo ovunque, e sempre, anche nelle relazioni complicate come per esempio con gli stranieri oppure con gli ammalati gravi, perché sempre possano sperimentare di essere nello sguardo di amore del Signore Gesù. Invochiamo Maria come stella dell’evangelizzazione. A lei guardiamo e a lei ci rivolgiamo in preghiera perché la nostra conversione e la nostra testimonianza siano vere. Dalla lettera pastorale di quest’anno prendo la preghiera conclusiva.

Maria, stella dell’evangelizzazione
ti contempliamo a Nazaret,
docile alla Parola che ti ha fatta Madre dell’Altissimo:
da te impariamo a non resistere allo Spirito
perché anche in noi la Parola sia dimora feconda
e trabocchi dai nostri giorni il Vangelo che risana.

Maria, stella dell’evangelizzazione
ti contempliamo a Betlemme,
umile e povera accanto al Figlio di Dio umile e povero:
da te impariamo a restare accanto ad ogni vita fragile
perché sia custodita la nostra magnifica umanità
che sa abitare il limite con la grazia della tua tenerezza
con la compassione, il coraggio, la letizia di Betlemme.

Maria, stella dell’evangelizzazione
ti contempliamo a Cana
nelle esultanze appannate delle nostre coppie e famiglie:
da te impariamo l’attenzione agli altri
che ci muove all’ubbidienza “fate quello che Lui vi dirà”
perché la gioia sia piena e la vita fiorisca
nel vino nuovo che è il Cristo presente.

Maria, stella dell’evangelizzazione
ti contempliamo sul Calvario piegata dalla Croce:
da te impariamo a stare accanto ad ogni piagato
perché ogni persona umiliata e offesa
gusti la compagnia e l’affetto ti te, Madre e Consolatrice.

Maria, stella dell’evangelizzazione
ti contempliamo nel Cenacolo con la Chiesa che vive:
da te impariamo il silenzio dell’ascolto
con fede salda, speranza viva, carità generosa
sfamati dal Pane del Cielo
che ci alimenta nel cammino della storia
per trafficare i frutti dello Spirito. Amen.