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Santa Messa per la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato


DIOCESI DI TRIESTE


Santa Messa
per la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato


✠ Enrico Trevisi


Giardino Pubblico Muzio de Tommasini, 7 settembre 2026



Cari fratelli e sorelle, dragi bratje in sestre,

La prima lettura ci parla del fascino e della bellezza della creazione. C’è anche il rimprovero perché dalla bellezza della natura non sappiamo risalire al Creatore, che ce l’ha donata.

Tuttavia il fascino, la bellezza della natura ci dice di uno sguardo contemplativo che siamo chiamati a recuperare. Se perseveriamo a guardare il mondo con occhiali che hanno il filtro ossessivo della mentalità utilitaristica-tecnico-finanziaria tutto si risolve nella ricerca del profitto e del comodo. Restiamo nel labirinto di una razionalità ossessionata dalla ricerca del profitto immediato che porta si ad accumulare denaro, ma anche a consegnare alle nuove generazioni un pianeta irrimediabilmente compromesso: come una grande discarica, surriscaldata, invivibile. La bellezza del creato ci riconsegna la responsabilità a non sciuparlo e a cogliere che non semplicemente nostro: esso viene da creatore e ci è affidato perché lo sappiamo custodire con sapienza. Se è sbagliato idolatrare le creature è pure sbagliato sciupare quanto Dio ci chiede di custodire e coltivare anche per chi verrà dopo di noi.

Il Vangelo ci dice di una natura che sembra impazzita, ostile. Ne facciamo continuamente esperienza attraverso le calamità naturali. Nonostante i progressi scientifici tanto ci rimane da studiare e scoprire. Il Vangelo ci chiede di avere fiducia che non siamo soli. La presenza del Signore deve ridare spazio alla nostra responsabilità. Non è facile districarsi tra negazionisti e catastrofisti. Segnalo che qualche giorno fa è uscito un corposo documento di 148 paragrafi della commissione Teologica Internazionale su questi temi intitolato “Prendersi cura della nostra Casa comune – Risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario”. Tutto è connesso e noi siamo chiamati a prenderci cura del grido che sale dalla Terra e dai poveri. Purtroppo, sempre più si è persa la connessione tra la creazione e il Dio che ce la affida; purtroppo sempre più è prevalsa una cultura predatrice che tutto deve monetizzare, anche ciò che appartiene a tutti (la destinazione universale dei beni); purtroppo siamo dentro una crisi planetaria di cui la variazione del clima è solo un sintomo.

Per questa giornata il Papa ci ha lasciato un messaggio che si intitola: “Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci” (Is 2,4).

Invito a meditarlo. Le guerre feriscono e uccidono le persone e anche il pianeta.

La guerra è un fallimento profondo che denuncia quanto ci stiamo allontanando dal progetto di Dio. Dio ci chiede di trasformare le armi in strumenti di lavoro e dunque di cura, per la terra e per questa umanità sofferente.