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Cattedra di San Giusto 2026 | Disarmati. Percorrere strade di pace


DIOCESI DI TRIESTE


Cattedra di San Giusto
Disarmati. Percorrere strade di pace



È stata presentata oggi alla stampa la nuova edizione della Cattedra di San Giusto per la Quaresima 2026, che quest’anno avrà per tema “Disarmati. Percorrere strade di pace”.
Ad introdurre la presentazione è stato il vescovo mons. Enrico Trevisi, che ha sottolineato come gli appuntamenti della Cattedra vogliono mostrare il desiderio della Chiesa di Trieste di offrire alla città momenti significativi di riflessione sul tema della pace e spunti su come essere noi stessi protagonisti, nel divenire operatori di pace negli ambiti in cui viviamo e operiamo.
Sul tema della pace esistono responsabilità differenti: c’è l’ambito della diplomazia che comporta competenze specifiche, c’è però anche un ambito che ci riguarda tutti, quello che riguarda l’impegno a praticare e diffondere una cultura di pace.

Papa Leone XIV, nel suo primo incontro con i vescovi italiani ha chiesto che ogni comunità sia una «casa della pace e della non violenza», «dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono. La pace non è un’utopia spirituale: è una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione. E che chiede oggi, più che mai, la nostra presenza vigile e generativa».
“Questo invito, come Diocesi, vogliamo concretamente raccoglierlo – ha affermato il Vescovo – e gli appuntamenti della Cattedra rappresentano un primo tassello di un progetto che diventerà permanente per la nostra Chiesa, che vuole assumere a fondamento il Magistero di papa Leone e quindi valorizzare l’estro, la fantasia e la competenza di diversi protagonisti anche del nostro territorio”.

Anche domenica scorsa il Papa, a quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, è tornato ad esprimersi con forza sul tema della guerra, che rappresenta «una ferita inferta all’intera famiglia umana: lascia dietro di sé morte, devastazione e una scia di dolore che segna generazioni. La pace non può essere rimandata: è un’esigenza urgente, che deve trovare spazio nei cuori e tradursi in decisioni responsabili. Per questo rinnovo con forza il mio appello: tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate-il-fuoco e si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla pace».

“Trieste – ha continuato mons. Trevisi –, per la sua storia e le ferite lasciate da conflitti tragici, è uno spazio privilegiato in cui rielaborare la missione di essere artigiani di pace dentro le nostre famiglie, comunità, nel tessuto sociale della nostra città, anche con lo sguardo che va al mondo intero, che sta vivendo nell’oggi quello che la nostra storia ci ha lasciato come pesante eredità. Un’eredità che non va dimenticata, ma deve diventare energia per seminare spazi di dialogo, di incontro e di pace”.

È stato quindi don Sergio Frausin, delegato diocesano per la Cultura, ad introdurre i temi e i relatori di questa edizione della Cattedra, che si terrà nella Cattedrale di San Giusto alle ore 20.30.
Il tema è stato scelto in collaborazione con la Commissione diocesana per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università, che era rappresentata da Erica Mastrociani e don Stefano Vattovani.

Don Sergio ha evidenziato che “in un tempo segnato da conflitti vicini e lontani, paure diffuse e relazioni minacciate, la Cattedra di San Giusto invita la Diocesi e la città di Trieste, a lasciarsi interpellare dalla pace, tanto invocata come dono, quanto esigente responsabilità di tutti.
Il titolo scelto per questa edizione Disarmati. Percorrere strade di pace non è uno slogan, ma un progetto che ci impegna. Disarmati dentro, per poter essere disarmati fuori. Liberi dalla violenza nelle parole, nelle relazioni, nello sguardo, per immaginare insieme vie nuove di convivenza felice. Educare alla pace significa, in tal senso, rendere possibile la speranza. Crediamo che «Dio ha realizzato in Cristo la sua ‘alleanza di pace’ (cf. Is 54,17) e questo è il fondamento della nostra speranza; anche se dobbiamo ancora passare attraverso violenze, guerre, sofferenze, queste sono come le doglie del parto (cf. Rm 8,19-22)» di un mondo nuovo (cf. Nota CEI Educare ad una pace disarmata e disarmante, IV, p. 14).
Il percorso delle serate si articola con quattro voci autorevoli, capaci di intrecciare in modo fecondo scuola, educazione, Chiesa, informazione e coraggioso impegno internazionale”.

Mercoledì 4 marzo, il tema sarà Giustizia riparativa a scuola: voci di una foresta che cresce e l’appuntamento vedrà come relatrice principale la dott.ssa Sara Dall’Armellina, Educatrice - Mediatrice umanistica in ambito penale, scolastico e sociale, con un intervento dedicato alla giustizia riparativa a scuola: un approccio che intende trasformare il conflitto in occasione educativa. Perché la pace, la capacità di scegliere la via del dono e del perdono si impara sin da bambini e da ragazzi, nella capacità di riconoscere il danno, di assumersi responsabilità e di ricostruire legami, con la collaborazione di studenti, genitori e insegnanti.

Mercoledì 11 marzo, mons. Michele Tomasi, Vescovo di Treviso, membro del Comitato scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia, proporrà una meditazione sulla recente Nota pastorale della Conferenza Episcopale Italiana “Educare a una pace disarmata e disarmante” (5 dicembre 2025), nota che riprende le parole di Leone XIV all’inizio del suo pontificato. La pace offerta da Gesù crocifisso e risorto “non è frutto di ragionevoli compromessi o rapporti di forza, ma ha origine nel riconoscimento che ogni persona è figlia di Dio, in una fratellanza/sororità estesa anche al nemico (cf. Mt 5,44; Lc 6,27.35)”, non nasce dall’equilibrio delle paure, ma dalla conversione e dal disarmo delle coscienze, delle parole e dei gesti.

Mercoledì 18 marzo sarà Marco Girardo, direttore di Avvenire, ad affrontare il tema cruciale del Raccontare la pace oggi. In un panorama mediatico spesso attratto dal fragore delle armi e avvelenato da polarizzazioni sterili e deleterie, ci interroghiamo: come dare voce e spazio alle storie di riconciliazione, ai processi silenziosi, ai costruttori di ponti e di nuove possibilità per la pace? Quale responsabilità per l’informazione nel non cedere alla logica dello scontro permanente? Educare alla pace è anche educare alla verità.

Mercoledì 25 marzo il tema sarà Osare la pace in un tempo di guerra: quali vie di speranza?
Adriano Roccucci, professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi Roma Tre, appartenente alla Comunità di Sant’Egidio, offrirà una testimonianza sulla mediazione della pace e sulle vie di speranza nel contesto internazionale, segnato da molte guerre, anche alla luce dalla sua esperienza in Ucraina. Uno sguardo concreto, maturato sul campo, per comprendere quanto siano fragili e preziosi i percorsi diplomatici e umanitari.

A curare gli interventi musicali nei vari appuntamenti della Cattedra sarà la Cappella Civica di Trieste, con brani scelti ed eseguiti all’organo dai maestri Roberto Brisotto e Riccardo Cossi.
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