DIOCESI DI TRIESTE
Domenica delle Palme e della Passione del Signore
✠ Enrico Trevisi
cattedrale di San Giusto, domenica 29 marzo 2026
Cari fratelli e sorelle, dragi bratje in sestre,
Il protagonista è il Signore Gesù. Su di lui il nostro sguardo. Lui è da seguire e amare. Noi siamo di quelli che camminano nella storia ma dietro di Lui, ascoltando Lui. E così scopriamo che Dio ci ha amati, fino a dare per noi il suo Figlio, che pur essendo di condizione divina si è fatto uomo, e si è umiliato fino alla morte.
Il protagonista a cui guardare è Gesù, che si fa vittima per noi, accetta l’umiliazione inferta dai prepotenti. Però, influenzato dagli avvenimenti di questi mesi, il mio sguardo è stato attirato su Pilato. Forse è sempre stato così il mondo, e forse prima eravamo un po’ distratti e illusi. Oggi invece la prepotenza e complicità della politica che schiaccia la vita umana è priva di ogni pudore.
“Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamerà Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!». Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell'acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!»” (Mt 27,22-24).
Mi fa molto pensare come il potere sia ieri che oggi vuole lavarsi le mani e lascia che l’Innocente sia ucciso. Gesù è il Figlio di Dio. Pilato riconosce che non ha fatto nulla di male. Ma di fronte alla durezza dei cuori che gridano “Crocifiggilo” e vogliono la morte non sa schierarsi dalla parte dell’Innocente. E così lascia che Gesù sia sacrificato e immolato sulla croce. La violenza tollerata sugli umili e perpetrata da una massa ingannata e sedotta (magari tramite la strumentalizzazione della religione) ha sempre a che fare con la codardia, con la vigliaccheria dei potenti che per paura di perdere il consenso sono complici se non addirittura i mandanti delle stragi degli innocenti.
Anche oggi la prepotenza di tanti governanti non conosce limiti: bambini e anziani, uomini e donne immolati per le proprie strategie politiche e per i propri interessi. Danni collaterali, come se la vita umana non avesse valore: a contare è solo la propria vittoria, costi anche l’uccisione di migliaia e migliaia di innocenti.
I motivi per cui perpetuare nuove crocifissioni sono molteplici: l’idolo della propria vittoria, la presunzione di avere tutta la ragione dalla propria parte, la ricerca di un capro espiatorio su cui riversare la propria rabbia, a cui addossare la colpa per il male che (a ragione o a torto) si è convinti di aver subito. Senza pudore tutto diventa lecito: droni, missili guidati dall’intelligenza artificiale, bombe e carri armati, intere città e villaggi rasi al suolo, pulizia etnica, assedio di interi Paesi lasciati senza medicine, senza cibo, senza energia elettrica, privati di tutto tranne che della fame e della disperazione.
Noi guardiamo a Gesù Crocifisso e diciamo con estrema chiarezza: ripudiamo questa politica. Ripudiamo la logica di guerra che sacrifica innocenti distruggendo ogni tentativo di diritto internazionale che cercava di mitigare la brutalità della guerra. Dio è dalla parte delle vittime. Dio si è fatto vittima pasquale. E anche oggi non sta dalla parte di chi uccide i bambini, di chi stupra le donne, di chi affama i popoli, di chi si arricchisce vendendo le armi. Di chi fomenta gli scontri, di chi dice che non si può mediare…
Noi contempliamo il volto di Cristo, rivelazione dell’amore di Dio e comprendiamo quanto vale la vita di ogni persona, anche la più fragile; e contempliamo il volto di Cristo riflesso nel volto di chi è umiliato e costretto a lasciare la propria casa, la propria città, il proprio Paese.
Noi contempliamo il volto di Maria addolorata nel volto di tante madri che piangono i loro figli sacrificati all’idolo della vittoria che bestemmia e giustifica l’orrore delle uccisioni spietate.
Non ci lasciamo andare a nessuna semplificazione dei problemi. Ma neppure ci lasciamo ingannare dall’ideologia che perverte i cuori e le menti e arriva a giustificare l’immolazione di Cristo, l’annientamento dei popoli, la brutalità con la quale ci si schiera con Pilato privi di ogni coscienza etica.
Questi giorni siano giorni di preghiera, in cui scegliere di stare dalla parte delle vittime. Decidere di schierarci dalla parte del perdono, della riconciliazione, dell’ascolto delle paure di ciascuno: anche di chi grida “crocifiggilo” ed esprime le proprie angosce, e manifesta la necessità che qualcuno di nuovo gli spieghi il valore della vita, e insieme si facciano di nuovo esperienza del rispetto, del reciproco ascolto, di un po’ di empatia con chi soffre.
Non restiamo dalla parte di Pilato. Diamoci tempo per un po’ di umanità con chi soffre, con il Crocifisso. Guardiamolo. Ed aiutiamo a non banalizzare il male, a scegliere di stare con Maria accanto ai crocifissi.