DIOCESI DI TRIESTE
Santa Messa in onore del beato don Francesco Bonifacio
e benedizione delle nuove vetrate
✠ Enrico Trevisi
Pirano, battistero di San Giovanni, 24 settembre 2026
Cari fratelli e sorelle, dragi bratje in sestre,
Nel libro del Siracide si elogiano gli uomini illustri: Il Signore li ha resi molto gloriosi. Nel testo letto (Sir 44,1-7.13-15) c’è un versetto che per il beato Bonifacio non si è realizzato. Si dice: “I loro corpi furono sepolti in pace, ma il loro nome vive per sempre” (Sir 44,14). Siamo ancora in ricerca di dare una degna sepoltura ai resti mortali di don Francesco, però sappiamo che si è realizzato il secondo stico del versetto: “il loro nome vive per sempre”. Dire il nome significa nella Bibbia dire la persona: ebbene noi sappiamo che per sempre in Dio don Francesco Bonifacio è vivo, vive per sempre. Questa è la nostra fede. La cattiveria umana è vinta in Gesù con la sua croce e risurrezione. E chi vive unito a Cristo, come il tralcio alla vite (Gv 15,1-8) partecipa della sua morte e della sua risurrezione. Sperimenta il fallimento di fronte alle cattiverie umane ma anticipa nell’amore la vittoria di Cristo. E noi stasera onorando il beato Francesco (ma tutti i martiri di queste terre e permettete un ricordo esplicito per il beato Miroslav Bulešić e per il beato Alojzij /Lojze Grozde) celebriamo che per mezzo dello Spirito si può combattere la buona battaglia, terminare la corsa e conservare la fede (2Tim 4,7).
Chiediamo l’intercessione di questi nostri beati per saper rimanere uniti a Cristo anche dentro le battaglie della nostra vita cristiana. Noi oggi siamo tentati di adeguarci al mondo, di rinunciare all’amore infinito di Dio per assecondare le mode passeggere, gli individualismi imperanti, le comodità che fiaccano le virtù e ci omologano al mondo. Dentro la gabbia dell’egoismo e della tristezza.
La strada da percorrere è impegnativa ma anche semplice: è quella del Vangelo, del tralcio unito alla vite. Si tratta di rimanere nel Signore Gesù, portare frutto, lasciarci potare e dunque alleggerire di tanti pensieri, desideri, progetti, azioni che ci allontanano dalla persona di Gesù, dal suo cuore, dai suoi pensieri, da dove lui si fa incontrare: la preghiera, l’eucarestia, la comunità, i poveri e i sofferenti.
Qui don Francesco è stato battezzato. Facciamo memoria anche noi del nostro battesimo: cioè della grazia che ci ha innestato nella morte e nella vita nuova di Cristo. Apriamoci di continuo alla Grazia. Il mondo ha bisogno di cristiani che sanno amare con la misura di Cristo, fino a dare la vita. Sentiamoci chiamati da questi nostri santi e beati all’altezza di una fede che questi tempi ci chiedono, che i tanti uomini e donne feriti dal male e dal peccato chiedono a noi, come ministri e testimoni del Vangelo.
Le nostre comunità di lingua slovena, croata e italiana che vivono unite nella fede siano sempre testimonianza che nel Signore Gesù c’è la possibilità di vincere le violenze, le guerre e le ingiustizie per aprirci alla pace e all’amicizia. Per vivere insieme l’amore di Dio dentro questa nostra storia con le sue sfide e le sue speranze.