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Ordinazione diaconale di Marcos Rivas Chèliz e Fulvio Marchesin

 
 

DIOCESI DI TRIESTE


ORDINAZIONE DIACONALE


Marcos Rivas Chèliz e Fulvio Marchesin


✠ Giampaolo Crepaldi


Cattedrale di San Giusto, 4 maggio 2019




Carissimi fratelli e sorelle,
1. Siamo tutti particolarmente grati al Signore che arricchisce la Chiesa di Trieste con due nuovi diaconi: Marcos Rivas Chèliz e Fulvio Marchesin. Sono giunti a questo momento così importante della loro vita dopo essersi preparati a lungo e con diligenza, decisi ad offrirsi totalmente al Signore e di appartenere definitivamente ed in modo speciale alla Chiesa. Anche a nome della Chiesa di Trieste, ringrazio di cuore le loro famiglie che li hanno accompagnati nel loro percorso di preparazione; le comunità che li hanno sostenuti; i sacerdoti che li hanno incoraggiati con il loro esempio e la loro preghiera. Ringrazio in modo particolare i Superiori del locale Seminario diocesano Redemptoris Mater che, con dedizione impareggiabile e sapienza educativa, hanno curato la loro formazione umana, intellettuale e spirituale, preparandoli al dono di sé per essere missionari del Vangelo di Cristo. Un ringraziamento speciale al Cammino neocatecumenale che è stato il terreno buono che ha fatto crescere il seme della loro vocazione, orientandola verso i vasti orizzonti dell’evangelizzazione, attraverso le impegnative tappe della riscoperta del kerygma cristiano, accolto, amato e vissuto in pienezza. Tra poco inizieranno i riti di ordinazione diaconale che vi invito a seguire avendo nella mente e nel cuore il Signore Gesù il quale è venuto per servire e non per essere servito (Mc 10, 45).
2. Carissimi Marcos e Fulvio, con la lunga e suggestiva preghiera di consacrazione chiederò al Signore che il diacono: “Sia pieno di ogni virtù: sincero nella carità, premuroso verso i poveri e i deboli, umile nel suo servizio, retto e puro di cuore”. In questo orizzonte, che chiama in causa l’Amore trinitario stesso, vi ricordo che vi impegnerete a corrispondere, con una fedeltà gioiosa e irreprensibile, ad alcuni doveri: l’appartenenza alla Chiesa particolare di Trieste che, d’ora in poi, diventa la vostra casa e la vostra famiglia; la scelta del celibato che vi sollecita ad amare con cuore sponsale la Chiesa; il servizio ai poveri e bisognosi; l’annuncio della Parola che salva e libera; la recita quotidiana dell’Ufficio delle Ore, che è la preghiera della Chiesa universale! In modo particolare vi ricordo che il libro dei Vangeli che vi consegnerò dovrà essere oggetto di un amore tutto speciale. Nella convivenza della settimana scorsa, a cui ho avuto la grazia di partecipare nella Domus Galilaeae sul Monte delle Beatitudini nella Terra Santa, Kiko, mostrando a noi Vescovi la Bibbia che porta sempre con sé, con illuminante e suggestiva immagine, l’ha definita: “La mia sposa”. Così dovrà essere per voi. I Vangeli, che con il diaconato potrete proclamare nelle celebrazioni liturgiche, devono diventare la vostra vita e la vostra vita diventare sempre più un Vangelo vivente. Siate voi stessi Vangelo di salvezza per tutti affinché tutti, attraverso l’incontro con voi, sappiano volgersi a Cristo che voi stessi avete incontrato, che vi ha amato, davanti al quale vi siete convertiti e che questa sera, in maniera nuova, definitiva e permanente vi dice: “Andate a lavorare nella mia vigna”.
3. Carissimi Marcos e Fulvio, nel mio recente pellegrinaggio in Terra Santa gli amici del Cammino mi hanno condotto nelle Chiese della pesca miracolosa e del Primato di Pietro, collocate sulla riva del lago di Tiberiade. Quelle Chiese hanno un riferimento diretto ed esplicito al Vangelo che la Chiesa ci propone in questa terza domenica del tempo pasquale. In quella circostanza, caratterizzata da intenso coinvolgimento spirituale, ho maturato alcuni preziosi insegnamenti che ora offro alla vostra meditazione. Il primo insegnamento è quello di fidarsi e affidarsi al Signore, sempre. Il Vangelo, infatti, ci informa che in quella sfortunata notte dedicata alla pesca, i discepoli del Signore non avevano preso nulla. Sfiduciati e con il cuore gravato da tanta tristezza vedevano arrivare un nuovo giorno in cui l’impegno e la fatica non erano stati premiati. Ma, passata la notte, fidandosi della Parola del Signore e affidandosi a Lui, viene la pesca miracolosa e con essa l’alba della fiducia. Il secondo insegnamento è quello di vivere sempre alla presenza del Signore, che non ci abbandona mai. Lui, infatti, invita i discepoli con queste parole: “Venite a mangiare”, compiendo per i suoi discepoli una singolare “Liturgia Eucaristica”. È l’Eucaristia, infatti, il sacramento per eccellenza della sua presenza in ogni tempo e in ogni luogo. Il terzo insegnamento riguarda il nostro rapporto di amore con Gesù. Ricordo con gratitudine quando nella Chiesa del Primato il Card. Schonborn mi rivolse la domanda che Gesù stesso fece a Pietro: “Mi ami tu più di costoro?”. Pietro, dopo l’esperienza umiliante del rinnegamento, rispose prontamente di sì e venne costituito pastore del gregge. È una investitura conferita in virtù di un rapporto di amore per Cristo risorto. Questo riguarda anche voi, chiamati a proseguire con la vostra vita la missione salvatrice di Cristo. Maria, la Vergine della disponibilità piena a fare la volontà di Dio, interceda per voi e per il vostro nuovo ministero nella Chiesa. Amen!