DIOCESI DI TRIESTE
Giornata internazionale della donna
✠ Enrico Trevisi
Sant'Antonio Taumaturgo, 8 marzo 2026
Cari fratelli e sorelle, dragi bratje in sestre,
si fanno tante manifestazioni in questa giornata internazionale della donna. Noi siamo convinti che dobbiamo chiedere luce a Dio. Restare in ascolto del suo progetto di salvezza, di vita buona.
Non sempre come cristiani lo siamo stati e non sempre lo siamo anche ora.
Spesso ci lasciamo condizionare dallo spirito del mondo e dunque dal peccato, non dallo Spirito Santo.
Esattamente come Adamo ed Eva, che da subito non stanno in ascolto di Dio, ma si lasciano sedurre dal Serpente, dal diavolo.
La Scrittura oggi ci dice che c’è un bisogno che non è saziato dai beni della terra. La sete e la fame rimandano a bisogni ulteriori: abbiamo sete di Dio e del suo progetto di salvezza.
Nel deserto, il popolo di Israele dimentica presto le meraviglie compiute da Dio e cessa di credere. Il popolo non ascolta Dio e mormora. Anche oggi la stessa cosa: dimentichiamo l’amore di Dio che Cristo ci ha rivelato; cessiamo di credere; e ci lamentiamo continuamente: ma pensiamo alle sofferenze estreme di tante persone che vivono nei Paesi in guerra o dentro estreme ingiustizie.
E anche oggi nonostante tanti buoni propositi il rapporto uomo-donna risulta ancora compromesso da discriminazioni, da oppressioni, da violenze. Pensiamo ai femminicidi ma anche alle tante occulte discriminazioni e umiliazioni.
C’è una conversione continua. E come cristiani sappiamo che abbiamo molto da restare in ascolto di Dio, anche nella Chiesa. Anche in ascolto delle donne e del loro dolore e di quanto lo Spirito Santo ci suggerisce.
Il Vangelo ci dice di un Gesù che è venuto per tutti. La Samaritana è espressione di quella Samaria che si era lasciata irretire dagli idoli e in qualche modo i cinque mariti fanno pensare all’idolatria e tradimento delle città di Samaria (cfr. 2Re 17,24). Nella lingua semitica Baal era non solo la principale divinità pagana (fino poi a indicare tutti gli idoli) ma anche il signore-marito-proprietario. Ecco che nel greco e anche nell’italiano non si coglie il gioco di parole di Gesù e della Samaritana. Qui si parla di un’alleanza nuova tra il popolo di Samaria, che si è allontanato da Dio, e Gesù che ci porta alla pace con Dio (come dice san Paolo nella II lettura), come di un’alleanza matrimoniale. Dio ri-crea la Samaria: è una nuova alleanza!
Restare in ascolto di Gesù significa uscire dai falsi idoli che corrompono tutte le relazioni, anche quelle tra marito e moglie, tra uomo e donna. Una nuova creazione: e quell’acqua viva, quell’adorare in Spirito e verità è una nuova opportunità che è data a tutti. Anche a noi.
Alla fine questa donna è sorpresa, si dimentica l’anfora al pozzo. C’è un altro bisogno che è stato saziato. Ha incontrato il Messia, sorgente di acqua viva. E questa donna corre dai suoi concittadini e annuncia di aver incontrato il Messia. Si fa missionaria.
Anche oggi l’incontrare il Signore salvatore ci consente di contribuire a liberare da tutti gli idoli che sono la prepotenza, le discriminazioni, le violenze che magari prendono nuove forme nelle diverse culture ed epoche ma che sempre sono in agguato. In certi posti del mondo le donne non hanno accesso alla scuola. Qui da noi le donne hanno accesso a tutte le professioni… ma per loro è più difficile conciliare lavoro e famiglia: lo si vede anche da alcuni indici. Per esempio i manager uomini hanno per il 95% dei figli; invece per le donne manager la conciliazione di lavoro e famiglia le penalizza nella loro libertà… e solo il 30% ha figli.
Anche questa festa della donna ci consente di interrogarci e di cercare le nostre responsabilità, il nostro contributo. Mettiamoci in ascolto dello Spirito.
Gli ambiti sono i più diversi: nella famiglia, nella società, nel mondo del lavoro, nella Chiesa. Aiutiamoci. Anche questo è il senso della sinodalità.