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13 marzo | Giornata di preghiera e di digiuno per la pace


DIOCESI DI TRIESTE


13 marzo | Giornata di preghiera e di digiuno per la pace


✠ Enrico Trevisi
Vescovo di Trieste



Padre Pierre Al-Rahi, cinquant’anni, parroco di San Giorgio a Qlayaa, nel sud del Libano.
Dio conosce il suo nome e ora lo ricompensi nella pienezza della vita. Senza nome sono i suoi uccisori dentro un carro armato israeliano, un Merkava, che lunedì 9 marzo nel pomeriggio ha sparato contro una casa e poi di nuovo ha sparato sui soccorritori, tra cui padre Pierre, ferendolo mortalmente.
Sono i terroristi che uccidono i soccorritori, e ce ne indigniamo e condanniamo ogni loro atto, senza se e senza ma. Quando però a farlo sono gli eserciti, siamo sbalorditi e chiediamo a Dio giustizia. Combattere in questo modo è insensato. Occorre fermarsi: non si può in nome di un mandato elettorale sentirsi autorizzati a uccidere gli innocenti. Dio ne chiederà conto.
«In mezzo ai bombardamenti con ogni sorta di armi, le armi in nostro possesso rimangono la fede, il desiderio di pace e la speranza nella risurrezione dopo l’attuale passione», aveva dichiarato poco prima padre Pierre a Télé Lumière, emittente libanese.
Il parroco non aveva obbedito agli ordini dell’esercito israeliano: era rimasto accanto alla sua gente che non aveva abbandonato la propria casa. Su Avvenire trovo questa sua affermazione: «Questa terra significa molto per noi. Qui, i nostri antenati hanno versato, generazione dopo generazione, sangue e sudore per poterla conservare». Non si può intimare alla gente di andare via, evacuare… questa diventa pulizia etnica!
Leggo sul Corriere: “«Sono pronto a morire nella mia terra, perché questa è la mia terra», lo si vede dire in un video ai media locali. «Abbiamo deciso di restare qui nonostante il pericolo perché queste sono le nostre case. Quando difendiamo il nostro villaggio, lo facciamo in modo pacifico perché nessuno di noi ha armi. Le uniche armi che portiamo con noi sono la pace, la bontà e l’amore»”.
168 bambini (tra i 7 e i 12 anni) sarebbero morti nel bombardamento di una scuola in Iran.
Ho letto che sarebbe stata l’Intelligenza artificiale a commettere l’errore: ha analizzato i suoi dati e ha scambiato la scuola per una caserma. Che umanità stiamo costruendo? In quale baratro stiamo cadendo? Siamo di fronte alla perversione del potere che se anche legittimamente eletto è irresponsabile di quanto sta provocando. E se invece si dichiara responsabile dovrà rispondere a Dio per il male che sta provocando… e non osi nominare invano il nome di Dio!
Afferma il card. Zuppi: “Preghiamo per il caro padre Pierre che non ha voluto abbandonare la sua terra, restando accanto alla sua gente e testimoniando fino all’ultimo l’amore per chi gli era stato affidato, per tutti i cristiani che sono rimasti nel Paese. Il suo esempio, il suo martirio, è seme di amore e riconciliazione in un tempo di odio e divisione, segno di fraternità lì dove prevale la logica del più forte. Per questo, rinnoviamo il nostro impegno a rafforzare i vincoli di solidarietà e prossimità che già uniscono le nostre Chiese. Mentre affidiamo alle braccia misericordiose del Padre il nostro fratello, non ci stanchiamo di chiedere al Principe della Pace che si fermino le violenze in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra deturpati dalla devastazione e dalla morte. La guerra non è la risposta e non è mai la soluzione, è una sconfitta per tutti: per questo, uniamo la nostra voce a quella di Papa Leone XIV che ha chiesto che “cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli”.
Venerdì 13 marzo in tutte le Chiese d’Italia è indetta una giornata di preghiera e digiuno per la pace nel Medio Oriente e in tutti i Paesi del mondo. Nelle vostre case, nelle vostre parrocchie, nelle vostre classi e nei vostri luoghi di lavoro… siate fermento di pace, siate coraggiosi testimoni di una preghiera incessante che sale a Dio e che vuole arrivare al cuore di ogni uomo e donna di buona volontà.