§ 1. L’Ufficio si adopera perché il Popolo di Dio peregrinante nella Chiesa di Trieste, collabori efficacemente all’opera missionaria con la preghiera, la testimonianza della vita, con l’attività e con i sussidi economici. Esso cura la qualità ecumenica della comunione ecclesiale e l’apertura al dialogo della pastorale diocesana.
§ 2. Il responsabile è nominato per un quinquennio e può essere confermato per ulteriori mandati.
§ 3. I compiti del Servizio diocesano sono:
1. incrementare la dimensione ecumenica della pastorale e curare la formazione di incaricati specifici nelle parrocchie e nelle comunità ecclesiali;
2. favorire momenti di celebrazione tra comunità, associazioni, movimenti e gruppi in vista dell’approfondimento dell’azione ecumenica;
3. attuare iniziative di preghiera, di studio ecumenico e di testimonianza comune tra cattolici e persone di diversa denominazione cristiana, soprattutto nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani;
4. diffondere la conoscenza delle norme riguardanti il dialogo ecumenico, in particolare circa la celebrazione dei sacramenti, e verificandone l’osservanza.
§ 4. Nell’adempimento dei suoi compiti il responsabile è coadiuvato da un gruppo stabile di fedeli consacrati e laici. Riserva una specifica attenzione al dialogo interreligioso, soprattutto in relazione agli immigrati presenti in Diocesi, e ai nuovi culti, collaborando a questo riguardo con la Caritas Diocesana.
§ 5. Nello svolgimento delle proprie competenze il Servizio si avvale della collaborazione della Commissione Diocesana per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, i cui membri sono nominati dal Vescovo.
(dallo Statuto della Curia diocesana di Trieste)