Papa_Francesco

Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e 52ª Giornata Mondiale della Pace

DIOCESI DI TRIESTE

MARIA MADRE DI DIO

LII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

+ Giampaolo Crepaldi

Sant’Antonio Taumaturgo, 1 gennaio 2019

 

Distinte Autorità, carissimi fratelli e sorelle,

1.         All’inizio del nuovo anno la Chiesa ci invita a contemplare la Madonna con il suo titolo più glorioso, quello di Madre di Dio. Fu nel 431, durante il Concilio di Efeso, che i Padri conciliari proclamarono che “la persona di Cristo è una e divina e che la Santissima Vergine deve essere riconosciuta e venerata da tutti quale vera Madre di Dio”. In quella circostanza e a ricordo dell’evento, aggiunsero all’Ave Maria le parole: “Santa Maria, Madre di Dio, pregate per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte”. Lo specialissimo titolo di Madre di Dio racchiude per Maria la sua ragion d’essere, la ragione profonda di tutti i suoi privilegi e delle sue grazie. Scrisse Pio XI nell’Enciclica Lux veritatis: “Se il Figlio della Santa Vergine è Dio, colei che l’ha generato merita di essere chiamata Madre di Dio; se la persona di Gesù Cristo è una e divina, tutti, senza dubbio, devono chiamare Maria Madre di Dio e non solamente di Cristo uomo. Come le altre donne sono chiamate e sono realmente madri, perché hanno formato nel loro seno la nostra sostanza mortale, e non perché abbiano creata l’anima umana, così Maria ha acquistato la maternità divina per aver generato l’unica persona del Figlio suo”. Salutandola oggi con il titolo di Madre di Dio, Pio XI ci ricorda anche che “avendo dato la vita al Redentore del genere umano, è per questo fatto divenuta Madre nostra tenerissima e che Cristo ci ha voluti per fratelli. Scegliendola per Madre del Figlio suo, Dio le ha inculcato sentimenti del tutto materni, che respirano solo amore e perdono”.

2.         Carissimi fratelli e sorelle, nel contesto delle consolanti verità che riguardano la maternità divina di Maria, nel primo giorno dell’anno la Chiesa ci invita a celebrare la Giornata Mondiale della Pace, che anche la nostra Chiesa tergestina promuove, tramite il fattivo e generoso impegno dell’Azione Cattolica Diocesana, con l’intento di coltivare la preghiera per la pace e l’educazione alla pace, soprattutto dei giovani. Per questa LII Giornata Mondiale, Papa Francesco ci ha offerto un prezioso messaggio, intitolato La buona politica è al servizio della pace. Con l’aggettivo “buona” il Santo Padre richiama la funzione e la responsabilità della politica – sfida permanente per tutti coloro che ricevono il mandato di servire il proprio Paese – che consistono nel rispetto fondamentale della vita, della libertà e della dignità delle persone. In questa ottica, la politica può diventare veramente una forma eminente di carità. Papa Benedetto XVI ricordava infatti che «ogni cristiano è chiamato a questa carità, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilità d’incidenza nella polis. […] Quando la carità lo anima, l’impegno per il bene comune ha una valenza superiore a quella dell’impegno soltanto secolare e politico. […] L’azione dell’uomo sulla terra, quando è ispirata e sostenuta dalla carità, contribuisce all’edificazione di quella universale città di Dio verso cui avanza la storia della famiglia umana».

3.         Carissimi fratelli e sorelle, Papa Francesco, per sollecitare gli uomini e le donne impegnati nella politica all’esercizio delle virtù, nel suo Messaggio riporta le “beatitudini del politico”, proposte dal santo Cardinale vietnamita François-Xavier Nguyen Van Thuận, morto nel 2002, con il quale personalmente lavorai a Roma per ben dieci anni. Questo il testo del Cardinale: “Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo. Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità. Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse. Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente. Beato il politico che realizza l’unità. Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale. Beato il politico che sa ascoltare. Beato il politico che non ha paura”. I politici che testimoniano queste beatitudini sono di conseguenza anche operatori di pace. Infatti, “la pace è una conversione del cuore e dell’anima, ed è facile riconoscere tre dimensioni indissociabili di questa pace interiore e comunitaria…; la pace con sé stessi, rifiutando l’intransigenza, la collera e l’impazienza; la pace con l’altro: il familiare, l’amico, lo straniero, il povero, il sofferente…; la pace con il creato, riscoprendo la grandezza del dono di Dio e la parte di responsabilità che spetta a ciascuno di noi”. Cari fratelli e sorelle, accogliendo l’invito della Chiesa ci siamo soffermati a contemplare la divina maternità di Maria e, sollecitati da Papa Francesco, a riflettere su come custodire e coltivare la pace. All’inizio del nuovo anno, ci affidiamo alla Madre celeste, pregandola di ottenerci dal suo Figlio divino il dono della pace e la forza necessaria per affrontare le preoccupazioni e pericoli della vita quotidiana. Con questi sentimenti auguro a tutti un buon anno!