Pasqua

Pasqua di Risurrezione, Pasqua di speranza

DIOCESI DI TRIESTE

Pasqua di Risurrezione, Pasqua di speranza

✠ Giampaolo Crepaldi

Cattedrale di San Giusto, 12 aprile 2020

 

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo!

1.        Pur provati da una situazione dolorosissima a causa dell’epidemia da coronavirus che costringe me a celebrare la Pasqua del Signore in una Cattedrale vuota e voi ad essere confinati nelle vostre case, desidero formulare di cuore l’augurio pasquale con queste parole di sant’Agostino: “La risurrezione del Signore è la nostra speranza”. Gesù Cristo – crocifisso, morto e sepolto – è risorto: è questo il cuore del messaggio evangelico. Lo sapeva bene san Paolo che scrisse: “Se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede”. E ancora: “Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini” (1Cor 15,14.19). Da Cristo risorto si sprigiona una primavera di speranza che investe tutto e tutti, perché da Lui ha inizio anche la nostra risurrezione. Con Lui risorto l’amore di Dio ha forzato e superato il confinamento entro il quale la morte ci teneva rinchiusi, donandoci la sospirata libertà di accesso alla casa del Padre, dove è già arrivato ed è tutto impegnato a prepararci un posto. Risorgere in Cristo e con Cristo è la nostra speranza, quella di poter finalmente vivere su una nuova terra dove più non si piange e sotto nuovi cieli nella pace e nella giustizia. Risorgere in Cristo e con Cristo è il nostro destino, atteso e desiderato. La Pasqua è la certezza che il male alla fine è sconfitto anche se continua a fare molto baccano e a produrre molte rovine. Alla fine è la vita a trionfare e l’amore a vincere.

2.        Carissimi fratelli e sorelle, la risurrezione del Signore è la nostra speranza soprattutto in questo tempo di prova e di tribolazione che vede migliaia di morti e di contagiati dal virus, indicibili sofferenze in molte famiglie, nei bambini senza scuola e giochi, negli anziani impauriti e privi di una carezza di conforto, per le preoccupanti prospettive sul fronte del lavoro e della ripresa sociale ed economica anche nella nostra amata Trieste, nei poveri che rischiano ulteriori emarginazioni. Su questo scenario preoccupante, il 27 marzo scorso, in una Piazza San Pietro completamente vuota e battuta dalla pioggia, ma resa piena e ricca dalla presenza dell’icona della Madonna, del Crocifisso e del Santissimo Sacramento dell’Eucarestia, Papa Francesco pronunciò una parola speciale, invitandoci a far salire “Gesù nelle barche delle nostre vite” e a consegnare a Lui “le nostre paure, perché le vinca”. Un invito pieno di speranza: con la sua risurrezione, infatti, Cristo ha liberato i nostri giorni, infausti e brevi, dalla paura dell’annientamento e dall’orrore che tutto alla fine venga reso vano. Non sarà così se sapremo tornare da Lui, stare con Lui e custodire nei nostri cuori una parola detta da Dio, che san Paolo ha fissato nella sua Lettera ai Romani: “Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore” (Rm 14,7-8). Siamo del Signore: è questa la parola piena di speranza di cui abbiamo bisogno oggi e che vogliamo fare nostra con l’aiuto materno della Madonna della Salute a cui ci siamo consacrati.

 

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DIOCESI DI TRIESTE

Lettera ai fratelli e alle sorelle in carcere per la Pasqua

Carissimi fratelli e sorelle detenuti, carissimi tutti che operate all’interno del carcere, quest’anno, a causa dell’epidemia da coronavirus, per la prima volta da quando sono Vescovo a Trieste non potrò celebrare la Santa Messa di Pasqua con voi. Non volendo tuttavia mancare a questo appuntamento tanto atteso e desiderato, faccio pervenire questa breve lettera per dirvi una parola di speranza e di fiducia che raggiunga il vostro cuore, parola che volentieri estendo al Direttore, al Comandante, a tutto il personale, al cappellano padre Silvio e ai volontari. Il Signore Gesù con la sua risurrezione ci regala la consolante certezza che il male è stato sconfitto anche se continua a fare molto baccano e a produrre molte rovine, perché il nostro destino è ormai segnato dal suo amore. La risurrezione di Gesù è la nostra speranza. Affidate a Lui le vostre vite. Aprite a Lui i vostri cuori. Consegnate a Lui le attese più intime delle vostre anime. PregateLo con fiducia, abbandonandovi al suo cuore misericordioso. Pregate molto affinché finisca presto la terribile epidemia da coronavirus che fa paura a voi e a tutti. Pregate anche per me. Il Signore non tradisce mai, ascolta tutto e ama tutti, sempre. Vi accompagno con la mia preghiera affinché vi conceda la grazia di riprendere quanto prima il vostro posto nella società, nel mondo del lavoro e nelle vostre amate famiglie,

Vi auguro una Pasqua di consolazione, vi benedico e vi affido alla materna protezione della Madonna della Salute.

✠ Giampaolo Crepaldi

Trieste, 12 aprile 2020, Pasqua di Risurrezione

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Messaggio del Sindaco di Trieste

“Questa Santa Pasqua è illuminata da luci che sono molto più forti di questo virus che non ci permette nemmeno di sedere fra i banchi delle nostre Chiese. E’ una resurrezione illuminata dai tantissimi gesti di amicizia, fraternità e solidarietà che hanno la forza di vincere ogni forma di male. Un sentito ringraziamento personale ed a nome della città di Trieste all’Arcivescovo Crepaldi per l’importante compito che sta portando avanti nella nostra Diocesi. Questa Santa Pasqua ci fa rinascere più forti nella fede e più uniti come comunità. C’è tanta luce in questa Pasqua, che illumina la forza della nostra comunità che sarà capace di ripartire con nuove energie”.