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Nota dell’Arcivescovo

Nota post missam


✠ Giampaolo Crepaldi


Trieste, 5 luglio 2020



Dopo un periodo di calma relativa, in questi ultimi giorni sono tornati a crescere i contagi da COVID-19 nella nostra Città di Trieste. Avverto il dovere di un richiamo a comportamenti responsabili nel rispetto di se stessi e degli altri con l’osservanza di quelle norme igienico-sanitarie che tutti conosciamo.
In ricordo delle vittime di COVID-19 della nostra Città si terrà nella Cattedrale di San Giusto il 15 di luglio alle ore 21 un Concerto con l’esecuzione della partitura Le ultime Sette parole di Cristo sulla croce di Franz Joseph Haydn eseguita dall’Orchestra da Camera del Friuli Venezia Giulia diretta dal M° Romolo Gessi. Vi attendo per questo momento che vuole essere anche di preghiera.
Desidero esprimere tutta la mia preoccupazione a riguardo del Disegno di Legge di contrasto all’omofobia e alla transfobia, fortemente criticato dalla CEI in maniera tempestiva e chiara, ma anche da altri tra cui conosciute femministe, perché si tratta di un’iniziativa legislativa che mette a rischio la libertà di espressione. In nome di alcune idee si ritiene di criminalizzare idee diverse. Se si concede la possibilità di censurare giuridicamente e penalmente non delle offese, ma semplicemente delle opinioni e delle verità di ordine antropologico e morale diverse da quelle dei proponenti il Disegno di legge, come per esempio la differenza fra uomo e donna, allora veramente la nostra libertà – quella di tutti, non solo quella dei cattolici – è in pericolo. Si tratta di un disegno pretestuoso che va contrastato con forza.
Esprimo tutta la mia personale soddisfazione per come si è positivamente risolta la questione che riguardava il Presidente dell’Autorità Portuale che ora, tornato al suo posto, può riprendere con rinnovato impegno il suo lavoro tanto prezioso e importante per lo sviluppo presente e futuro della nostra Trieste.
Ritengo di interpretare l’amarezza di tantissime persone quando hanno saputo dagli stessi genitori che continua a sfumare in un mare di colpevoli ombre la verità sulla morte di Giulio Regeni, un ragazzo che studiò nel nostro liceo Petrarca. Ai genitori va l’assicurazione della nostra solidale vicinanza e della nostra preghiera.