Di cosa hanno bisogno oggi i preti?
Anche se i fedeli sono diminuiti, non sono diminuite le attese o le pretese.
Molti, che frequentino o no la vita delle comunità cristiane, hanno una loro immagine del prete, hanno una loro immaginazione su quello che i preti fanno e di quello che dovrebbero fare. Per combinazione questo immaginario non coincide mai con il prete che hanno di fronte: trae la sua origine dai fatti di cronaca oppure dalla letteratura e dai film, oppure da ricordi d’infanzia rielaborati della creatività mitologica della memoria. Perciò i preti concreti si sentono investiti dalle peggiori accuse, per difetti e delitti in cui non riescono a riconoscersi, oppure si sentono destinatari di attese come se fossero tenuti ad essere onnipotenti, onniscienti, onnipresenti. Non meraviglia che si diffonda quel grigiore un po’ rassegnato e un po’ risentito che si chiama malumore: le aspettative deluse, la contestazione dei pregiudizi, le prestazioni insoddisfacenti danno origine a elenchi interminabili e noiosissimi dei “dovreste fare, dovreste pensare, dovreste sapere, dovreste andare …!”.