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La chiusura del mese mariano di maggio

 
 

DIOCESI DI TRIESTE


LA VISITA DI MARIA A ELISABETTA


✠ Giampaolo Crepaldi


Parrocchia San Giovanni Bosco, 31 maggio 2022



Carissimi fratelli e sorelle in Cristo Signore!

1.      Alla fine del mese di maggio, la Chiesa ci fa celebrare la festa della visita di Maria alla parente Elisabetta. Si tratta di un episodio che non va considerato come un semplice gesto di cortesia. Nelle intenzioni dell’evangelista Luca, infatti, esso si propone di raffigurare l’incontro dell’Antico con il Nuovo Testamento: l’anziana Elisabetta, incinta di san Giovanni Battista, rimanda a Israele e alle sue attese del Messia, mentre la giovane Maria, incinta di Gesù, rimanda all’adempimento di tali attese. Elisabetta, accogliendo Maria, riconosce che si sta realizzando la promessa di Dio all’umanità ed esclama: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!”. Queste sue parole di saluto racchiudono tutto il mistero dell’attesa compiuta! La maternità di Elisabetta è il segno che rivela poi come la sterilità può diventare fecondità quando si realizzano le promesse di Dio. Maria con il suo Magnificat – giustamente considerato l’inno più alto e la preghiera di lode più profonda di tutta la Bibbia – riprende il tema della grazia di Dio, della Sua iniziativa, dei suoi doni, tema costante in tutta la storia della salvezza e in particolare dell’evento di Gesù: proclamando la gratuita iniziativa di Dio, Maria svolge la sua missione, quella di essere “segno” dell’amore di Dio..

2.         Carissimi fratelli e sorelle, dopo la santa Messa faremo la processione che vi invito a vivere spiritualmente in sintonia con la visita di Maria a Elisabetta. Quella visita – tutta centrata sulla femminilità e sulla maternità – fu un evento di speranza, che nacque dal cuore di due madri che dissero si al Signore. Egli aspetta ora anche il nostro si. Pur immersi in un contesto sociale e culturale che fa di tutto per cancellare la sua presenza e la sua provvidenza nel mondo, diventa importante pronunciare il nostro si, coltivando l’affidamento a Lui e alla sua volontà in tutte le questioni importanti della nostra vita. È in questo contesto spirituale, infatti, che il Signore darà un indirizzo nuovo e fecondo alla nostra vita, capace di realizzare il bene che promette. Imitiamo quindi Elisabetta che accolse l’ospite come il Signore stesso: senza desiderarlo non conosceremo mai il Signore, senza attenderlo non lo incontreremo, senza cercarlo non lo troveremo. Imitiamo anche Maria che va in fretta da Elisabetta (cf Lc 1,39). La scena della Visitazione esprime, infatti, anche la bellezza dell’accoglienza: dove c’è accoglienza reciproca, ascolto, il fare spazio all’altro, lì c’è Dio e la gioia che viene da Lui. A Maria, Arca della nuova ed eterna Alleanza, affidiamo il nostro cuore, perché lo renda degno di accogliere il Signore.