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Lettera alle comunità e agli organismi pastorali della diocesi


DIOCESI DI TRIESTE


Lettera alle comunità e agli organismi pastorali della diocesi


La sinodalità come chiamata alla corresponsabilità e alla cura delle relazioni


Trieste, 7 giugno 2026
Solennità del Corpus Domini



Carissimi,

come Consiglio Pastorale Diocesano e Consiglio Presbiterale, insieme al nostro Vescovo Enrico, desideriamo condividere con voi quanto è emerso nel cammino di ascolto vissuto in questi mesi nelle parrocchie della diocesi. Le visite ai consigli pastorali parrocchiali – quasi sempre accompagnate da un membro dell’équipe sinodale, chiamato proprio a intonare l’incontro sul modello della Chiesa degli Atti degli Apostoli, – sono state un’esperienza preziosa, che ha confermato la bellezza e la fatica del camminare insieme. È stata una esperienza di ascolto, si sono rilanciate la sinodalità e la missionarietà come le due piste che i due Sinodi (della Chiesa Universale e della Chiesa Italiana) ci hanno chiesto di percorrere, pur con tutte le declinazioni particolari che nei prossimi anni andranno sperimentate.
Abbiamo visto comunità vive, persone che con generosità e passione dedicano tempo ed energie alla vita ecclesiale. La ricchezza della nostra Chiesa sta proprio nella gratuità di tante donne e uomini che, pur con i loro limiti, testimoniano il Vangelo con autenticità.

PARTE I – La sinodalità come stile e responsabilità condivisa


Il cammino sinodale ci ricorda che la corresponsabilità nasce dal Battesimo ed è chiamata a esprimersi nella vita concreta delle nostre comunità: nell’annuncio del Vangelo, nella trasmissione della fede, nella vicinanza alle persone fragili, nella cura delle relazioni.
Durante gli incontri è emersa una consapevolezza comune: l’ascolto è una virtù da coltivare. Spesso lo diamo per scontato, ma non è così. Per questo, in preparazione alle visite, abbiamo chiesto alle comunità di riflettere sulle relazioni interne, sul rapporto con il territorio e sulla relazione con Dio. L’ascolto e la condivisione sono la base di una fede che cresce e diventa missionaria.
Una preoccupazione diffusa riguarda la difficoltà nel trasmettere la fede, in particolare ai ragazzi e ai giovani. Non esistono soluzioni immediate: sarebbe contrario allo spirito sinodale. Il cammino sinodale è lasciarsi provocare dallo Spirito per discernere insieme, cercare con umiltà e fiducia vie nuove, valorizzare la ricchezza delle esperienze esistenti, e adottare forme di testimonianza che indichino la strada del Vangelo a cui siamo oggi tutti chiamati.
La missionarietà richiede di superare alcune resistenze interiori: la tentazione di pensare che “tocchi agli altri”, che “noi abbiamo già fatto abbastanza”, o che la verità sia solo dalla nostra parte. Solo una fede continuamente rigenerata nell’ascolto della Parola, nella fraternità concreta e nel servizio umile dove cogliamo che il Signore ci sta chiamando, alimentata da quel Pane di vita che dà energie nuove, da quell’incontro personale con il Dio vivo che di nuovo ci sollecita, ci rende capaci di uscire verso gli altri con cuore libero.

PARTE II – Le relazioni e gli organismi partecipativi: sfide e opportunità


Le riflessioni del Consiglio Pastorale Diocesano confermano che oggi le relazioni sono spesso fragili, superficiali o funzionali, spesso viste come una modalità di portare l’altro sulle mie posizioni e non un momento di confronto. Viviamo di fretta, distratti dalle reti sociali, e anche le relazioni ne portano il segno. In alcune comunità pesano ancora divisioni culturali o ideologiche che ostacolano il confronto sereno.
La relazione con Cristo è la sorgente da cui nasce la capacità di accogliere le diversità, di accompagnare le famiglie specialmente nella prova, di costruire comunità aperte e ospitali. Per questo la Chiesa è chiamata a essere luogo di ascolto, di accoglienza e di ripartenza nelle relazioni. L’evangelizzazione passa soprattutto attraverso relazioni autentiche, attraverso il superamento di pregiudizi e l'accoglienza delle diversità sociali, culturali e linguistiche: le persone si avvicinano alla fede perché incontrano altre persone in uno spirito di fraternità.

Gli organismi partecipativi


La situazione dei consigli pastorali parrocchiali è molto diversificata: in alcuni casi il parroco presenta proposte già definite; in altri si ascolta molto, ma poi non seguono decisioni coerenti; altrove i consigli non vengono convocati o non esistono; spesso c’è scarsa disponibilità a farne parte o un atteggiamento passivo.
Si incoraggia a sostenere e valorizzare i consigli pastorali, pur con forme adeguate ai contesti locali. Perché siano realmente efficaci, è necessario che i membri siano animati da senso di corresponsabilità e aperti a un cammino di formazione.
Un consiglio pastorale vitale è quello che segue un metodo concreto: partendo dalla cura del discernimento comunitario, cammina secondo il criterio di progettare – realizzare – verificare; mette in rete le diverse realtà della parrocchia e le esigenze specifiche della comunità, garantendone la rappresentatività; stimola la libertà di parola e il confronto sincero; vede un parroco capace di ascoltare e di lasciarsi interpellare.
Del consiglio per gli affari economici dovrebbero far parte componenti preparati professionalmente e con senso di corresponsabilità. Così costituito, questo consiglio affianca il parroco nell'affrontare e studiare molti problemi e individuare soluzioni; quando ben funzionante, può anche sollevare il parroco da diverse incombenze, ferma restando la sua responsabilità nel prendere la decisione finale.

Conclusione


Come Consiglio Pastorale Diocesano e Consiglio Presbiterale, insieme al Vescovo Enrico, desideriamo ribadire che il cammino sinodale non è un progetto da svolgere, ma uno stile di Chiesa da vivere. È un invito a riscoprire la bellezza dell’ascolto, la forza delle relazioni autentiche, la gioia della corresponsabilità. È un appello a tutti – nessuno escluso – a mettersi in gioco per il Vangelo e per le nostre comunità.
Ringraziamo di cuore ciascuno per il servizio che svolge. Il Signore continui a donarci il suo Spirito perché possiamo essere una Chiesa viva, accogliente e missionaria.

Con stima e gratitudine,


Il Consiglio Pastorale Diocesano
Il Consiglio Presbiterale
Vescovo Enrico