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La congregazione delle Suore Scolastiche Francescane di Cristo Re in festa

DIOCESI DI TRIESTE

150° ANNIVERSARIO
SUORE SCOLASTICHE FRANCESCANE
DI CRISTO RE

+ Giampaolo Crepaldi

Parrocchia san Giovanni Decollato, 15 settembre 2019

 

Predrage sestre,

1.           Sono particolarmente lieto di celebrare questa santa Eucaristia per commemorare il 150° anniversario della fondazione della vostra Congregazione, che mi offre l’opportunità di dirvi la mia gratitudine, quella della parrocchia di san Giovanni e di tutta la Diocesi di Trieste per la vostra opera e per la vostra preziosa testimonianza. Uniti attorno all’altare in cui si rinnova l’offerta del Signore Gesù al Padre celeste attraverso la potente azione dello Spirito Santo, vogliamo ringraziare l’Amore trinitario che si è reso manifesto nella vita e nella missione delle Suore Scolastiche Francescane di Cristo Re. Vogliamo ringraziarlo per aver sostenuto e benedetto le intuizioni di Madre Margareta Pucher (Kapela presso Radgona, 06.03.1818; + Maribor, 06.03.1901), la quale, in piena sintonia con il Vescovo di Maribor Maksimilijan Stepišnik, fondò la Congregazione, ne divenne la prima Superiora Generale, ne organizzò il profilo carismatico e l’attività, ne promosse la spinta missionaria in varie località. Fu una donna geniale, spiritualmente innamorata di Dio, fedele alla Chiesa, generosa e piena di carità. Mise Cristo Re al centro del suo Istituto, l’Unico capace di dare un senso compiuto alla vita ed alla storia; l’unico Re a cui prestare obbedienza perché l’Unico in grado di dare salvezza e liberazione; volle che l’obbedienza e la dedizione a Cristo Re fosse vissuta con la stessa intensità con cui l’aveva vissuta san Francesco che, a se stesso e ai suoi frati, proponeva di vivere il Vangelo sine glossa; decise, con singolare intelligenza pastorale, che l’ambito proprio dell’azione della sua Congregazione fosse quello educativo e formativo, rivolto ai bambini e alle giovani, in particolare se poveri e bisognosi. In questi brevi cenni, sta racchiuso il senso di questo 150° anniversario e la ragione per rendere grazie al Signore per le cose meravigliose compiute.

2.           Predrage sestre, un anniversario è certamente una buona occasione per guardare indietro alle proprie radici, che devono continuare ad alimentare l’albero della vita di ognuna di voi e della vostra Congregazione. Ma, un anniversario è anche un’opportunità per guardare avanti, riconfermando il valore del proprio carisma pur in un mutato contesto storico e culturale. Ed è proprio in questo nuovo e inedito contesto, segnato da ideologie anticristiane e dalla dimenticanza di Dio, che va riproposta la regalità di Cristo. Il Concilio Vaticano II, nella sua Costituzione pastorale Gaudium et spes, ha affermato che “In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo” (Gaudium et spes, 22). Oggi come ieri c’è bisogno di mettersi al servizio della regalità di Cristo. Come?  Annunciando la Verità e conducendo gli uomini alla Verità, liberandoli da ogni tenebra di errore e di peccato. Gesù annunciò: “Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità” (Gv 18,37). Se pertanto vogliamo che Gesù continui a regnare, in nessun modo devono regnare il peccato e la menzogna. Affermare la regalità del Signore Gesù comporta un’azione pastorale che vede nella formazione e nell’educazione il suo tratto distintivo. Al giorno d’oggi viviamo immersi in un’atmosfera, in una mentalità e in una forma di cultura che portano a dubitare del valore della persona umana, del significato stesso della verità e del bene, in ultima analisi della bontà della vita. Diventa difficile, allora, trasmettere da una generazione all’altra qualcosa di valido e di certo, regole di comportamento, obiettivi credibili intorno ai quali costruire la propria vita. La sfida educativa è dura e difficile, ma bisogna accoglierla con umiltà e coraggio, ogni giorno. La strada da seguire ci viene indicata da san Giovanni Paolo II, che scrisse: “È nella risposta all’appello di Dio, contenuto nell’essere delle cose, che l’uomo diventa consapevole della sua trascendente dignità. Ogni uomo deve dare questa risposta, nella quale consiste il culmine della sua umanità, e nessun meccanismo sociale o soggetto collettivo può sostituirlo” (Centesimus annus, 13). Alle impegnative urgenze di riaffermare il valore della regalità di Cristo e il proprio impegno educativo vi sollecita il carisma originario della vostra Congregazione anche per i giorni nostri, carisma particolarmente attuale anche per la Chiesa intera, chiamata a mettere al centro del suo essere e agire il Cristo Signore per poterlo annunciare con impegno educativo e formativo soprattutto alle giovani generazioni. In tutto questo, vi saranno di aiuto san Francesco con il suo esempio di vita tutto modellato su Cristo povero e obbediente e la Vergine Maria che, dopo il suo generoso fiat ai progetti di Dio, lo magnificò per le sue opere meravigliose.