DIOCESI DI TRIESTE
I Domenica di Quaresima
✠ Enrico Trevisi
Cattedrale di San Giusto, 22 febbraio 2026
Cari fratelli e sorelle, dragi bratje in sestre,
le tentazioni sono plurime, interessano le dimensioni più varie della vita.
Adamo ed Eva non resistono all’illusione del serpente, del diavolo che ci tenta con le menzogne più varie. Pensiamo a tutte le volte che ci siamo sentiti imbrogliati, sedotti da pensieri e desideri che poi si sono rivelati un colossale inganno. Basta solo entrare nel vortice del metterci a dialogare con il diavolo, per slittare un po’ alla volta dentro la sua menzogna: sareste come Dio… Indugiare con il menzognero che si insinua nella nostra testa, nei nostri desideri è il primo passo per la più fatale delle illusioni distruttive. Pensarci senza alcun limite, pensarci onnipotenti come un Dio. E da quei pensieri che attizzano desideri ingannatori e fraudolenti si passa al lasciarsi sedurre dagli occhi e dai sensi: “l'albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò” e insieme, Adamo ed Eva diventano complici tra loro e con il serpente tentatore di quella caduta che tante volte sperimentiamo. Siamo insieme complici di tanto male, di tanta indifferenza che avvelena il mondo, di tanta aggressività e prepotenza che porta a schiacciare i deboli, i bambini, il creato. Se ci neghiamo ogni limite, se non ammettiamo che la distinzione del bene e del male non la fissiamo noi, ma che con intelligenza siamo costantemente chiamati a cercare una verità che ci precede, una verità che rimanda all’assoluto che è Dio, dal quale proveniamo, arriviamo a giustificare tutto il male che vediamo insanguinare il mondo.
Oggi il tentatore ci da strumenti ancora più sofisticati per sedurre le nostre menti e farci pensare (in modo menzognero) simili a Dio, anzi in un narcisismo che ci fa pensare di essere Dio. Abbiamo sviluppato laboratori di ingegneria genetica dove ci mettiamo a giocare con la vita umana senza darci alcun limite; abbiamo sviluppato armi di distruzione di massa e con disinvoltura prepotenti politicanti si dicono pronti a usarle per i loro interessi; abbiamo inventato una finanza immorale che specula sui beni essenziali della vita come le derrate alimentari incentivando fame e miseria oppure incentivando paure e diffidenze per insinuare il desiderio di guerre per vendere armi.
Il nostro cuore è tentato di dar ragione a tutte queste prepotenze che non sono altro che seduzioni del diavolo: non c’è più alcuna distinzione tra il bene e il male, ma solo la prevaricazione del più forte sul più debole e tutto giustificato con grandi ragionamenti: e tutto sostenuto dalle più energetiche delle motivazioni: il successo e la paura. La volontà di potenza e la paura che gli altri vincano e noi essere dei perdenti.
Il Vangelo ci mostra che anche Gesù è tentato. Anche lui – come noi – nelle svariate dimensioni della vita. Da notare come il tentatore strumentalizza addirittura la Parola di Dio.
Esattamente come oggi molti autocrati e dittatori e loro vassalli strumentalizzano la religione (cristiana, islamica, induista, ecc.) per la loro smania di potere fino a giustificare e alimentare violenze, calunni e guerre.
Gesù libera la nostra fede da queste strumentalizzazioni politiche e ci aiuta a recuperare il disegno di Dio.
Il criterio della nostra libertà, della nostra intelligenza, della nostra vita non è un semplice assecondare i nostri bisogni e il lasciarci sedurre dalla volontà di potere, successo, piacere. Questo ci porta, un po’ alla volta, ad essere gli uni contro gli altri, in una logica competitiva assolutizzata, dove per vincere è consentito tutto. Nello sport il doping, nella finanza l’imbroglio, nella politica la prepotenza e la sopraffazione, nella vita l’aggressività e la violenza, sui social la calunnia e l’insinuazione.
Agli occhi del mondo Gesù è un perdente. Lui ha altri criteri per la libertà e la vita. Non l’egoistico piacere, non l’individualistico successo, non la prepotenza dello schiacciare l’altro per renderlo uno sgabello per innalzare la propria meschinità.
Agli occhi del mondo Gesù è un perdente perché tende la mano a chi è in difficoltà e non lo fa annegare solo dentro le sue paure; è un perdente perché a dispetto della fretta del mondo lui sa fermarsi accanto a chi soffre e sa offrire consolazione e speranza; è un perdente perché non sceglie la prepotenza ma sa offrire sempre una via di riconciliazione e di perdono. Perché c’è una distinzione tra il bene e il male. E noi continuamente, con Gesù, la cerchiamo, e con intelligenza la perseguiamo cercando di mostrarne la ragionevolezza per poter vivere nella pace e nella giustizia.
Con Gesù possiamo vincere le tentazioni. Anche quelle di strumentalizzare la religione per assecondare la prepotenza dei signori della guerra, degli amministratori della paura, dei prevaricatori della dignità umana. Con Gesù possiamo vincere queste tentazioni.
Siamo in Quaresima e riproponiamo armi del tutto diverse: riproponiamo il digiuno e cioè del saper dare spazio a bisogni ancora più impellenti risetto a quelli del nostro stomaco; le armi della preghiera per saper rintracciare l’autentico disegno di Dio rispetto alle mistificazioni del diavolo e dei suoi vassalli; la carità come vaccino che sa debellare l’individualismo che ci schiavizza nella paura e ci spinge alla prepotenza. Buona Quaresima nelle strade del digiuno, della preghiera e della carità fraterna.