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Giornata Nazionale per la Vita

DIOCESI DI TRIESTE

Giornata Nazionale per la Vita

+ Giampaolo Crepaldi

Ospedale Burlo Garofolo, 2 febbraio 2020

 

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo!

1.           In questa domenica, dedicata a fare devota memoria della Presentazione di Gesù al Tempio, la Chiesa italiana celebra anche la Giornata della Vita. Il brano del Vangelo che è stato proclamato ci ha introdotti nel mistero dell’offerta che Giuseppe e Maria fecero di Gesù al Tempio, riconoscendo che il bambino non apparteneva a loro, ma era del Signore. Durante questa presentazione, il vecchio Simeone, con gli occhi della fede, vede la salvezza preparata da Dio davanti a tutti i popoli e vive l’esperienza intima e liberante della vittoria sul timore della morte, esclamando: Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola… (Lc 2,29). Tutto questo getta una luce mirabile sulla Giornata per la Vita che stiamo celebrando. Con la presentazione del loro figlio Gesù al Tempio, Maria e Giuseppe ci insegnano che la vita umana appartiene al Signore ed è sacra; ci insegnano anche che quando si perde la consapevolezza della nostra appartenenza al Signore, quando si smarrisce il senso di Dio creatore, si smarrisce anche il senso dell’uomo, della sua dignità, del valore incomparabile della vita umana.

2.           Carissimi fratelli e sorelle, per questa 42a Giornata Nazionale per la Vita i Vescovi italiani ci hanno offerto un Messaggio che ha il seguente titolo: Aprite le porte alla Vita. Con esso i Vescovi ci ricordano che “la vita non è un oggetto da possedere o un manufatto da produrre, è piuttosto una promessa di bene, a cui possiamo partecipare, decidendo di aprirle le porte. Così la vita nel tempo è segno della vita eterna, che dice la destinazione verso cui siamo incamminati” (n. 1) e ci ammoniscono a coltivare “l’impegno di custodire e proteggere la vita umana dall’inizio fino al suo naturale termine e di combattere ogni forma di violazione della dignità, anche quando è in gioco la tecnologia o l’economia” (n. 2). Ammonimento sacrosanto perché è ampiamente documentato che, nel duello odierno tra la vita e la morte, quest’ultima stia vincendo la partita. Secondo le elaborazioni statistiche di Worldometers – definita la calcolatrice più potente del pianeta e che si appoggia sui dati dell’OMS e dell’Istituto Guttmacher – su 58,6 milioni di morti nel 2019, 42,4 sono avvenute per aborto volontario. Domandiamoci: come è possibile che si sia insediata nel nostro mondo questa “volontà suicida”?

3.           Carissimi fratelli e sorelle, tornando alla pagina del Vangelo che è stato proclamato, sono ad invitarvi a considerare l’incontro dell’anziano Simeone con il bambino Gesù. L’anziano chiede al Signore di porre fine alla sua vita, perché è nato un bambino che è la speranza del popolo. Il messaggio è chiaro: concepire e generare un bambino è segno di speranza. Generando un bambino, si genera speranza, si genera futuro. Papa Francesco ha detto: “I figli sono la pupilla dei nostri occhi… che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi…come potremo andare avanti?” (Giornata Mondiale della Gioventù, Discorso 22-7-2013). I primi a non sapere più dove andare sono proprio i giovani sposi che, pur avendo un grande desiderio di generare, vengono quotidianamente mortificati dalla mancanza di serie politiche familiari, da una pressione fiscale insopportabile e rapace, dalla mancanza o precarietà del lavoro. Per contrastare la cultura della disperazione, noi cristiani siamo chiamati ad annunciare il Vangelo della speranza e della vita: al suo centro sta Dio fattosi bambino; sta ogni bambino. La nascita di ogni bambino ci ridona la gioia della speranza, ci ridona la capacità di generare futuro. Alla Madonna, la Madre che ha generato il Creatore della vita, affidiamo i nostri propositi di bene affinché, nel nostro mondo e nella nostra Trieste, la vita abbia sempre l’ultima parola, quella vincente.