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Inaugurazione alla Pieve Matrice di sant’Ulderico

 
 

INAUGURAZIONE DI 4 TARGE

DEDICATE ALLA STORIA DELLA PIEVE MATRICE DI SANT’ULDERICO A DOLINA





Oggi, mercoledì 28 luglio, alle ore 20.00 davanti al sagrato della Chiesa Matrice di sant’Ulderico a Dolina, avrà luogo la cerimonia d’inaugurazione delle 4 targhe informative dedicate alla storia del principale luogo di culto del comune di San Dorligo della Valle. La Pieve Matrice di Sant’Ulderico a San Dorligo della Valle è una delle più antiche ed estese della diocesi triestina. La sua intitolazione al santo vescovo di Augusta (in Baviera) non è casuale, poiché nei secoli centrali del medioevo, quasi tutti gli ecclesiastici chiamati a reggere il seggio episcopale triestino provenivano da quella stessa diocesi d’oltralpe.
Il progetto si pone tra gli obiettivi principali la valorizzazione e successiva divulgazione dell’inedita e poco conosciuta storia della Pieve Matrice di Sant’Ulderico di Dolina/San Dorligo della Valle e del vasto territorio su cui estendeva la propria giurisdizione. Tutta l’area era di pertinenza vescovile e parte integrante di un distretto in cui il vescovo triestino deteneva, oltre la cura delle anime, anche la prerogativa di alto signore giurisdizionale.
Le quattro targhe in lingua italiana e slovena sono state installate agli ingressi delle mura di cinta della chiesa per dare giusto risalto alla storia della fabbrica della chiesa madre e della Pieve di Sant’Ulderico. Il progetto è promosso dalla Parrocchia Pieve di Sant’Ulderico, dalla Diocesi di Trieste, dall’Istituto Mitteleuropeo di Storia e Cultura in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia.
All’inaugurazione parteciperanno per la Diocesi di Trieste il vicario episcopale per il laicato e la cultura mons. Ettore Malnati, il Soprintendente Archivistico dott. Luca Caburlotto, i presidenti delle due confederazioni della Comunità Slovena in Italia Walter Bandelj (SSO) e Ksenija Dobrila (SKGZ), il Console Generale della Repubblica di Slovenia ed altri esponenti dell’Amministrazione Comunale e Regionale.
I contenuti delle targhe saranno presentati dallo storico medievalista prof. Fulvio Colombo e dall’Ispettore archivistico della Soprintendenza dott. Marco Manin che hanno curato la redazione e il progetto grafico delle targhe.


Le prime citazioni documentate della Pieve risalgono ai primi decenni del 13 secolo. Stando ad un inedito Catapano o vero direttorio della Pieve di Sant’Ulderico del 1727, essa comprendeva 22 villaggi, più di 40 chiese, e in tutto 5.000 anime. Tutta l’area era di pertinenza vescovile e parte integrante di un distretto in cui il vescovo triestino deteneva, oltre la cura delle anime, anche la prerogativa di alto signore giurisdizionale. La parte più importante di questo territorio, conosciuta nel Medioevo come Valle di Mucho (ossia l’attuale bacino idrografico del torrente Rosandra) prendeva nome dall’importante struttura fortificata che vi aveva sede e costituiva un’unità amministrativa con consuetudini feudali proprie. La dualità dei compiti, temporale e spirituale, si spezza solo nel 1295 quando il vescovo, vista l’impossibilità di provvedere da sé alla difesa del castello, lo affida temporaneamente al Comune di Trieste. Questa gestione temporanea, che si trasformerà poi in definitiva, costringerà i vescovi successivi a concentrare tutte le attività, non spirituali, nei pressi della pieve, dove nel 1298 è documentata la “Domus domini episcopi”, ossia un edificio nel quale il vescovo teneva udienza e presiedeva alle cerimonie di investitura feudale; la “canipa” vescovile, nella quale venivano conservate le decime e i proventi della “mensa” episcopale e una “torre” con funzioni non ancora definite.
L’antica chiesa, al centro di un sagrato protetta dalle antiche mura, è uno degli edifici più antichi della Diocesi Tergestina.
La forma attuale della chiesa, rettangolare a navata unica con profonda abside pentagonale assume queste forme tra il XVII e il XVIII secolo, quando il nuovo edificio prese il posto della chiesa medievale.All’interno della chiesa troviamo 5 altari monumentali del XVII e XVIII, in marmi policromi, uno sfarzoso pulpito in marmo e altri arredi sacri di notevole pregio.