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Santa Messa con i giornalisti e gli operatori della comunicazione

 
 

DIOCESI DI TRIESTE


SANTA MESSA CON I GIORNALISTI
E GLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE


✠ Giampaolo Crepaldi


Cappella Madre della Riconciliazione, 24 gennaio 2022



Cari giornalisti e operatori della comunicazione!

1.      Sono particolarmente lieto di accogliervi nella cappella dedicata alla Madre della riconciliazione, dove si venera l'immagine della Madonna Addolorata di fronte alla quale il mio predecessore Mons. Antonio Santin pregò alla fine della seconda guerra mondiale nell'aprile del 1945 prima di salire a Castello per trattare la resa del comando nazista che aveva minato il porto di Trieste. La Madonna lo ascoltò e la città fu salva. Nel ricordo di quei tragici eventi, questo luogo vuole essere uno spazio di preghiera per coltivare la gratitudine, ma anche per confermare l'impegno della nostra città ad operare incessantemente per la riconciliazione e la pace. In questa salutare direzione vi ricordo un detto di San Francesco di Sales, vostro patrono, che tanto si addice allo spirito che pervade questa cappella. Scrisse il Santo: “Ciò di cui abbiamo bisogno è una tazza di comprensione, un barile di amore e un oceano di pazienza”. Una tazza, un barile, un oceano: ecco gli strumenti necessari per custodire e coltivare la riconciliazione, dove le relazioni - personali, sociali e politico-istituzionali - possono svilupparsi in un positivo quadro di senso autenticamente umano senza rovinose discontinuità, senza accanimenti ideologici, senza conflitti e rotture insanabili. È un messaggio che vale soprattutto oggi che abbiamo la necessita di confrontarci con il tema della ripartenza dopo le fasi più drammatiche dell'emergenza pandemica. Quella tazza, quel barile, quell'oceano e questa cappella sono lì a chiederci: ripartire sì, ma in che modo e verso dove?

2.         Cari giornalisti e operatori della comunicazione, la domanda interpella anche voi. In un recente discorso Papa Francesco affermò: «Al giornalismo si arriva non tanto scegliendo un mestiere, quanto lanciandosi in una missione, un po’ come il medico, che studia e lavora perché nel mondo il male sia curato. La vostra missione è di spiegare il mondo, di renderlo meno oscuro, di far sì che chi vi abita ne abbia meno paura e guardi gli altri con maggiore consapevolezza, e anche con più fiducia. È una missione non facile. È complicato pensare, meditare, approfondire, fermarsi per raccogliere le idee e per studiare i contesti e i precedenti di una notizia. Il rischio, lo sapete bene, è quello di lasciarsi schiacciare dalle notizie invece di riuscire a dare ad esse un senso». Profitto di questa occasione per darvi una buona notizia: tra poco sarà canonizzato Tito Brandsma, nato nel 1881 nei Paesi Bassi e ucciso con un’iniezione letale il 26 luglio 1942 nel campo di concentramento di Dachau in Germania. Prete carmelitano, docente e rettore universitario, fu tesserato della Federazione internazionale dei giornalisti e assistente ecclesiastico della stampa cattolica. La sua testimonianza eroica di difesa della dignità della persona, di confidenza nel Signore, di opposizione alla dittatura, le sue lezioni e i suoi articoli, restano un esempio e uno stimolo all’impegno per tutti gli operatori della comunicazione. Alla Madre della Riconciliazione affidiamo i nostri buoni propositi, mentre la invochiamo di accompagnare con la sua materna provvidenza il vostro prezioso e non facile lavoro di giornalisti e operatori della comunicazione.