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Prime nomine dei collaboratori del Vescovo Enrico


La gratitudine per tutti coloro che cambiano le modalità del loro servizio al popolo di Dio


Dopo la consultazione di questa estate ho scelto alcuni nuovi collaboratori e provveduto ad alcune nomine nelle parrocchie. A tutti voglio esprimere la gratitudine per l’impegno, sia a quelli che lasciano un servizio che a quelli che lo prendono. E grazie per la disponibilità sincera che mi avete mostrato. A tutti formulo gli auguri e su tutti invoco la benedizione del Signore. Cessano il loro servizio in Curia Mons. Pier Emilio Salvadè, Mons. Giorgio Carnelos, don Antonio Greco. Davvero grazie per tutto il bene che con passione e competenza avete fatto alla nostra Chiesa e per tanti anni. Non stanchiamoci di dire grazie, non risparmiamoci nel vivere la nostra gratitudine verso questi confratelli e tanti altri che svolgono servizi preziosi per le nostre comunità. Cambiano il loro servizio pastorale don Antonio Bortuzzo che passa come aiuto a Gesù Divino Operaio oltre che nel Seminario interdiocesano di Castellerio; don Giovanni Boer che diventa parroco a Regina Pacis; don Francesco Pesce aiuto a Beata Vergine Addolorata; don Luis Okulik che oltre ad essere Vicario Giudiziale assume l’incarico dell’Ufficio Giuridico e aiuto a S. Giusto; don Davide Chersicla che diviene direttore dell’Ufficio Liturgico. L’ing. Roberto Gerin diviene il direttore dell’Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro. Don Mario De Stefano è il nuovo direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici e Edilizia di Culto. E poi la nomina di mons. Marino Trevisini a Vicario Generale e di don Umberto Piccoli a Vicario per l’Amministrazione e moderatore della Curia. E infine il dott. Eugenio Santoro Economo Diocesano.


Riporto alcuni stralci dai decreti di nomina in cui ho segnato alcuni mandati.

A mons. Marino Trevisini, nuovo Vicario Generale ho scritto:
“Ti chiedo di aiutarmi nel governo della diocesi secondo quanto previsto dal codice di diritto Canonico. Ma non nascondo che in particolare ti affido il compito di condividere con me l’ascolto dei presbiteri e dei diaconi perché la provenienza eterogenea sia di formazione che di cultura e lingua del nostro presbiterio possa trasformarsi in risorsa per la nostra comunità ecclesiale. Ogni occasione di incontro con i presbiteri e i diaconi diventi proficua per rilanciare uno stile di presbiterio in cui tutti possano sentirsi partecipi e protagonisti, a seconda dei ministeri ricevuti e dei carismi personali, ma sempre in un clima di sinodalità.
La nostra terra è anche segnata da una difficile storia di confini sofferti e mal sopportati: l’evangelizzazione a cui siamo chiamati ci chiede anche di renderci conto delle ferite e delle speranze che hanno plasmato il cuore di questa nostra gente. Ma anche di innestarci in questa storia e cultura con la freschezza del Vangelo che sa riconciliare e aprire orizzonti nuovi”.

A don Umberto Piccoli, ho scritto:
“Ti chiedo di aiutarmi a coordinare i diversi e complicati aspetti amministrativi della nostra diocesi e di essere di supporto ai diversi Uffici di Curia in una adeguata collaborazione e coordinamento, e in risposta alle esigenze delle parrocchie.
Ti incarico di coordinare il lavoro per rivedere il regolamento della Curia. Sempre più la burocrazia e la complessità delle leggi comportano risposte competenti e veloci alle richieste dei presbiteri e delle comunità.
Sarà tuo compito aiutarmi a cogliere le opportunità di aiuto alle diverse comunità, per una regia equa e trasparente; ma anche a suscitare una adeguata corresponsabilità dei presbiteri e delle comunità, secondo criteri di trasparenza, legalità e giustizia”.

A don Luis Okuik oltre a confermarlo come Vicario Giudiziale, ho scritto:
“dispongo che sia ripristinato l’Ufficio Giuridico della Diocesi di Trieste e che tutte le facoltà e le competenze del Direttore di questo Ufficio siano assunte dal Vicario Giudiziale “ad nutum episcopi”. In questo modo intendo promuovere un adeguato servizio di collaborazione, orientamento e consulenza giuridica agli uffici di Curia, alle parrocchie e agli Enti ecclesiastici che svolgono la propria attività nella giurisdizione della Diocesi. All’Ufficio Giuridico affido in particolare il monitoraggio dell’elaborazione legislativa parlamentare nazionale e dell’Assemblea Regionale, su quei temi che più da vicino interessano la vita e la missione della Chiesa, quali la religione e il culto, la famiglia, l’educazione, il lavoro, le questioni in materia bioetica, in modo da promuovere iniziative ispirate alla cultura della dignità della persona umana, della legalità e del rispetto delle istituzioni. Con questo prezioso servizio avrai modo di collaborare con me affinché il Volto di Cristo, Giudice mite e misericordioso, risplenda nella vita della nostra comunità ecclesiale”.

E invece al dottor Eugenio Santoro, nuovo Economo Diocesano, ho scritto:
“La sua comprovata esperienza nella Curia diocesana e la stima per come in questi anni si è dedicato al bene della nostra Chiesa la vedono ora in questa nuova responsabilità. In breve tempo sarà redatto il regolamento di Curia in cui meglio si definiranno le competenze dell’Economo diocesano e del Vicario Episcopale per l’Amministrazione, che in ogni casa comporteranno una proficua collaborazione per la gestione delle risorse della Diocesi e dei vari enti collegati.
Il cammino sinodale ci impone che anche a livello di amministrazione si lavori insieme con altri Uffici di Curia: proseguiremo secondo le positive esperienze avviate e cercheremo di ulteriormente migliorarle con il coordinamento del Vicario Episcopale per l’Amministrazione e moderatore della Curia”.

All’ing. Roberto Gerin direttore dell’Ufficio pastorale sociale e del lavoro, ho invece raccomandato:
“In questo periodo rielaboreremo il regolamento della Curia e meglio definiremo il compito delle Commissioni e degli Uffici Pastorali.
Tuttavia, anche in vista della prossima Settimana Sociale dei Cattolici in Italia che si terrà a Trieste nel prossimo giugno, abbiamo bisogno della sua collaborazione che già è stata assai stimata in questi anni in vari ambiti.
La sinodalità ci impone di osare ulteriori forme di collaborazione e reciproco ascolto, sia in ambito ecclesiale sia dentro la più ampia società civile e politica. La dottrina sociale della Chiesa sarà la nostra bussola di riferimento.
La complessità della società odierna richiede una Chiesa attenta e capace di interloquire e partecipare secondo le più svariate modalità alle ansie, alle problematiche, alle speranze che ci impone il nostro tempo. Sono molteplici gli ambiti su cui siamo chiamati ad essere presenti: il lavoro e le crisi aziendali; la politica e le Amministrazioni; la pace e la salvaguardia del creato”.

A don Davide Chersicla, direttore dell’ufficio liturgico ho invece scritto:
“In questo periodo rielaboreremo il regolamento della Curia e meglio definiremo il compito delle Commissioni e degli Uffici Pastorali.
Tuttavia fin da ora sentiamo l’urgenza di sostenere i presbiteri, i diaconi e le nostre comunità perché la liturgia sia - anche in questo nostro tempo - sempre più la vita del popolo di Dio che si riunisce per dare lode e gloria a Dio.
Secondo quanto la Chiesa ci insegna ci aiuterai a promuovere una formazione liturgica continua che eviti autoreferenzialità e ci aiuterai anche nelle principali celebrazioni diocesane come Maestro delle Celebrazioni Vescovili”.

Il Vescovo
✠ Enrico Trevisi