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Un nuovo dormitorio che sia segno di attenzione corale della nostra Chiesa verso i più poveri



Lettera del Vescovo e del direttore della Caritas a Parrocchie e Aggregazioni laicali


Carissimi,
in questi giorni cresce l’apprensione e la preoccupazione per tutti coloro che non trovando alloggio sono costretti a dormire all’aperto. Tra questi, anche i migranti che transitano da Trieste e si fermano anche solo una notte nei pressi della stazione ferroviaria ma non trovano servizi igienici e un riparo. Talvolta ci sono pure famiglie con bambini.
E in ogni caso il freddo rimane anche per gli adulti un problema e un pericolo.
Ancora una volta ci rivolgiamo alle Istituzioni, facendo appello a quello spirito di umanità che caratterizza il nostro popolo e la nostra tradizione culturale e religiosa.
Nonostante ciò ci rendiamo conto che in questa situazione non possiamo stare fermi, in silenzio, inermi, con la paura che possa succedere qualcosa di grave.
Come Chiesa di Trieste, abbiamo individuato una piccola struttura presso una Parrocchia cittadina. Non è l’ottimo, ma è un riparo ed è quanto possiamo fare ora. Si tratta di 24 posti letto, con la possibilità di cena e colazione. Il servizio di accoglienza rimane notturno, infatti, dalle 18.00 alle 08.00 del mattino successivo.
Ci piacerebbe che ci fosse una risposta corale, con tanti volontari e tante realtà che aiutano nel tenere aperto questo dormitorio ogni notte, collaborando attivamente con la Caritas Diocesana.
Chiediamo alle realtà interessate di inviare uno o due loro rappresentanti, oppure anche a singoli volontari che si rendessero disponibili, partecipando all’incontro organizzativo che terremo martedì 24 ottobre alle ore 18 nella Aula Magna del Seminario Vescovile di Trieste, via Besenghi 16.

+ Enrico Trevisi
Vescovo di Tieste


don Alessandro Amodeo
Direttore Caritas Tieste