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Conferimento del mandato ai Ministri straordinari della Santa Comunione


DIOCESI DI TRIESTE


Conferimento del mandato
ai Ministri straordinari della Santa Comunione


✠ Enrico Trevisi


Cattedrale di San Giusto, 3 marzo 2024



Cari fratelli e sorelle,
Amati fratelli e sorelle: Ljubljeni bratje in sestre

Nel messaggio per questa Quaresima papa Francesco scrive:
“Vorrei indicarvi, nel racconto dell’Esodo, un particolare di non poco conto: è Dio a vedere, a commuoversi e a liberare, non è Israele a chiederlo. Il Faraone, infatti, spegne anche i sogni, ruba il cielo, fa sembrare immodificabile un mondo in cui la dignità è calpestata e i legami autentici sono negati. Riesce, cioè, a legare a sé. Chiediamoci: desidero un mondo nuovo? Sono disposto a uscire dai compromessi col vecchio? La testimonianza di molti fratelli vescovi e di un gran numero di operatori di pace e di giustizia mi convince sempre più che a dover essere denunciato è un deficit di speranza. Si tratta di un impedimento a sognare, di un grido muto che giunge fino al cielo e commuove il cuore di Dio. Somiglia a quella nostalgia della schiavitù che paralizza Israele nel deserto, impedendogli di avanzare”.

Mi piace pensare a come Dio ascolta anche il grido di tante persone malate e anziane che alzano al cielo la loro richiesta di consolazione. Ma pure mi piace pensare che – come suggerisce il Papa – altre persone sono viste da Dio, che si commuove e va incontro – come ha fatto con Israele schiavo in Egitto. Dio vuole farsi vicino, vuole arrivare a redimere dalla schiavitù di quel male che isola, paralizza, ingabbia, calpesta la dignità e distrugge i legami veri. Dio vuole arrivare anche a quei malati a cui è stato rubato il cielo e sono stati spenti i sogni.

San Paolo (1Cor 9,24-25) parla degli atleti che corrono nelle gare. Noi non siamo atleti, ma spesso siamo di corsa, dobbiamo essere di corsa, cioè non perdere inutilmente tempo in cose vane ma darci tempo disteso per le persone fragili e sole, e che attendono una Parola e una relazione vera con la loro comunità. Anzi: sappiamo che ci sono persone che attendono il sacramento dell’Eucaristia. Dobbiamo essere solleciti, irreprensibili (vorrei dire: di corsa, come gli atleti) nell’andare ma per poi saperci fermare e gustare insieme nelle case degli ammalati la Parola che non passa, il Pane disceso dal cielo, la fraternità che insieme siamo chiamati a vivere perché tutti figli dello stesso Padre, che è Dio, datore di vita.

Osiamo sognare di essere parte di questo progetto di Dio, di questo mondo nuovo in cui i fragili sperimentano di essere amati e di restare preziosi per la loro comunità? Siete qui perché avete accettato la chiamata e ora il mandato di essere protagonisti di questo mondo nuovo.

Dio Padre si commuove nel vedere i suoi figli sofferenti e manda noi, espressione della sua commozione e misericordia: il tuo andare e portare la comunione agli ammalti si inserisce in questo vedere e commuoversi di Dio che non si rassegna di fronte al male. Come suggeriscono le parole del Papa nel messaggio per la Quaresima, si tratta di tornare a sognare un mondo diverso, in cui le persone sono meno sole, meno abbandonate. Ma anche di uscire dai compromessi che ci legano al Faraone e al suo dominio di morte: avere uno stile di vita per cui ci diamo tempo per le persone, scegliamo di avere cura della vita spirituale nostra e dei fratelli e sorelle malati.

Comunità che non sentono il grido muto di tanti fratelli e sorelle che soffrono chiusi nelle loro case sono comunità che soffrono di un deficit di speranza e anche di carità. Vi invio nelle vostre comunità come lievito perché tutti comprendano che è possibile essere più vicini agli ammalati. È possibile essere accanto come segni del Dio che sta accanto e che consola e che libera dai nuovi Faraoni che ingabbiano i cuori e le menti e non solo i corpi.

“Dio non si è stancato di noi”, afferma il Papa. Dio non si è dimenticato di noi, siamo chiamati a ribadire in ogni casa, ad ogni malato. E lo facciamo dando il nostro tempo, la nostra carezza, la nostra compagnia, portando l’Eucaristia.

Vi auguro e prego perché possiate sperimentare la gioia di andare con Gesù per portare Gesù e il suo amore, il suo rendimento di grazie al Padre che ci fa fratelli anche dentro le prove della vita, ancor di più dentro le prove della vita. Questa è la mia preghiera per voi.

Una studiosa canadese (Jennifer Nedelsky) afferma che quando si incontra una persona non bisogna chiedere che lavoro fa, ma di chi si prende cura. Lei propone una riduzione dei tempi di lavoro ma che tutti si dedichino ad attività di cura. Oggi talvolta ci si prende cura del gatto o del cane e spesso perché siamo diventati analfabeti nel prenderci cura gli uni degli altri. Voi oggi ricevete questo mandato come ministri straordinari della comunione: siete chiamati a prendervi cura della fede e della spiritualità vostra e dei fratelli e delle sorelle malati che andrete a visitare portando loro la comunione.

Mentre andate verso le loro case ringraziate Dio. Invocate lo Spirito. Siate riconoscenti di essere al servizio della Consolazione di Dio perché radicati nella sua Parola. Siate luminosi per l’Eucaristia che portate con voi. Siate solleciti nell’andare, generosi nel fermarvi a condividere la Grazia che tutti vuole raggiungere, che tutti vuole salvare.