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270° anniversario del miracolo della lampada a Ricmanje

DIOCESI DI TRIESTE

MIRACOLO DELLA LAMPADA

270° ANNIVERSARIO

+ Giampaolo Crepaldi

San Giuseppe della Chiusa/Ricmanje, 5 maggio 2019

 

Carissimi fratelli e sorelle, predragi bratje in sestre,

1.        Sono particolarmente lieto e onorato di presiedere nella Chiesa di San Giuseppe qui a Ricmanje la Santa Messa per fare devota memoria del 270° anniversario dell’evento miracoloso della lampada ardente. Nella primavera del 1749, infatti, la lampada votiva davanti all’altare di San Giuseppe si spegneva e si riaccendeva da sola e ardeva senza bisogno d’olio per un lungo tempo. Il vescovo stesso il 5 maggio di quell’anno venne a confermare l’autenticità dei fatti e a guidare la preghiera del popolo. L’evento miracoloso avviò un moto di rinnovamento spirituale e di fervorosa devozione a san Giuseppe, che furono descritti dall’allora parroco di Dolina, da cui Ricmanje dipendeva, con le seguenti parole: “ Dio…si compiacque far palesi ai dì nostri e sotto ai nostri occhi le sue meraviglie o per riaccendere in noi la devozione forse languente verso un sì gran patriarca, o per illuminare le nostre menti a riconoscere in San Giuseppe un valido protettore nelle indigenze della nostra vita e ne’ pericoli delle nostre agonie” (v. Compendioso racconto di un nuovo prodigio operato da Dio in onore del patriarca San Giuseppe, Udine 1750).

2.        Carissimi fratelli e sorelle, predragi bratje in sestre, in questo singolare anniversario vogliamo pregare e onorare la figura di san Giuseppe, implorandolo di tenere sempre accesa nel nostro cuore la lampada che illuminò e scaldò il suo cuore. Quale fu quella lampada? La risposta a questa domanda è la seguente: l’aver dedicato tutta la sua vita a Gesù. Lo scaldò quando, appena nato, fu posto nella povera mangiatoia della stalla di Betlemme; lo mise in salvo in Egitto quando Erode cercava di ucciderlo; si preoccupò quando dodicenne si era fermato nel tempio a discutere con i dottori della legge; gli insegnò il lavoro di falegname; lo aiutò con Maria a crescere in sapienza, età e grazia. Morì probabilmente poco prima che Gesù iniziasse la sua missione pubblica, spirando santamente tra le sue braccia. San Giuseppe chiede anche a noi di dedicare la nostra vita a Gesù. Quando la nostra vita, irretita dal peccato, si allontana da Gesù, imbocca la strada buia e pericolosa della perdizione: è una lampada spenta. Quando la nostra vita è vissuta in unione a Gesù, imbocca la strada luminosa della grazia e della salvezza: è una lampada accesa.

3.        Carissimi fratelli e sorelle, predragi bratje in sestre, il Vangelo che abbiamo ascoltato in questa terza domenica di Pasqua è particolarmente ricco di preziosi insegnamenti che costituiscono come delle lampade accese, capaci di illuminare il cammino della nostra vita cristiana. Il primo insegnamento è quello di fidarsi e affidarsi al Signore, sempre. Il Vangelo, infatti, ci informa che, in quella sfortunata notte dedicata alla pesca, i discepoli del Signore non avevano preso nulla. Erano sfiduciati e con il cuore gravato da tanta tristezza. Ma, passata la notte, fidandosi della Parola del Signore e affidandosi a Lui, viene la pesca miracolosa e con essa l’alba della fiducia. Il secondo insegnamento è quello di vivere sempre alla presenza del Signore, che non ci abbandona mai. Lui, infatti, invita i discepoli con queste parole: “Venite a mangiare”, compiendo per i suoi discepoli una singolare “Liturgia Eucaristica”. È l’Eucaristia, infatti, il sacramento per eccellenza della sua presenza in ogni tempo e in ogni luogo. Il terzo insegnamento riguarda il nostro rapporto di amore con Gesù. Gesù chiese a Pietro: “Mi ami tu più di costoro?”. Pietro, dopo l’esperienza umiliante del rinnegamento, rispose prontamente di sì e venne costituito pastore del gregge. È una investitura conferita in virtù di un rapporto di amore per Cristo risorto. Questo riguarda anche noi, chiamati ad amare il Signore Gesù. San Giuseppe, il Santo che fece sempre la volontà di Dio, interceda per noi e ci dia consolazione e forza nella nostra testimonianza cristiana.